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Bilancio 2010: Cogliate in ginocchio

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Articolo in: - Comunicati   - Politica  

Cogliate

Uniti per Cogliate 28/04/2010

Bilancio 2010: Cogliate in ginocchio  Uniti per Cogliate

Riportiamo il documento presentato ieri sera in Consiglio comunale dal capogruppo Giuseppe Minoretti sul Bilancio 2010.

 

Il bilancio di previsione è l'atto amministrativo più importante per un comune, in quanto dovrebbe essere lo strumento attraverso il quale si realizza il progetto amministrativo contenuto nel programma elettorale. Il documento di bilancio che ci è stato presentato dall'Amministrazione è ben lontano dall'avere queste caratteristiche. Si regge infatti su equilibri precari e, nella migliore delle ipotesi, garantisce soltanto la sopravvivenza, il tirare a campare, non certo la crescita e lo sviluppo di cui il nostro paese ha bisogno. Il comune ha diminuito drasticamente le previsioni di spesa ed ha aumentato le tariffe dei servizi di smaltimento rifiuti e di mensa scolastica, contraddicendo la promessa elettorale.

Lega Nord e Popolo della Libertà hanno condotto la campagna elettorale sventolando il classico slogan "noi non aumenteremo le tasse". La signora Picco, nel confronto pubblico fra i quattro candidati sindaco, si era impegnata a non aumentare le tariffe. Dicendo questo hanno mentito ai cittadini, sapendo che non avrebbero potuto mantenere la promessa. In quel confronto alla vigilia delle elezioni il nostro gruppo ha preferito parlare con onestà e non vendere sogni e falsità per cercare consenso, come invece ha fatto l'attuale maggioranza. Prima o poi tutti i nodi vengono al pettine, e ora Cogliate paga dieci anni e otto mesi di demagogia, che lasciano in eredità una situazione economica insostenibile. Per dieci anni le tariffe sono rimaste invariate, senza neanche essere adeguate al tasso di inflazione. Tutto questo nella convinzione leghista che fare niente è uguale a fare bene. Non è così. Chi ci ha amministrato non l'ha capito e ora siamo in un totale immobilismo che porta il paese in declino. Solo per fare un esempio: dobbiamo sperare che l'inverno prossimo non nevichi perché potremmo avere delle grosse difficoltà a garantire la pulizia delle strade. La tassa rifiuti aumenta del 10% per tutte le categorie e del 100% per box e cantine con una maggiore entrata di 64.000 euro e con un rapporto di copertura delle spese dell'86%. E non è finita: è facile prevedere che l'anno prossimo, con l'entrata in vigore del nuovo contratto di raccolta rifiuti e con il probabile obbligo di pareggio dei costi del servizio, si renderà necessario un ulteriore aumento delle tariffe di almeno un altro 20%. Una falsità sostenuta da questa giunta è che l'aumento del 10% serve per coprire il servizio di raccolta porta a porta del vetro. Questo non è vero perché la raccolta del vetro è garantita allo stesso prezzo del contratto precedente. Dal prossimo anno scolastico aumenta anche il buono mensa. Fra entrate e spesa corrente, nonostante questi aumenti, resta comunque un buco di 244.000 euro che viene coperto con il 60% dei 400.000 euro di oneri di urbanizzazione che si prevede di incassare.

Invece di spendere gli oneri di urbanizzazione per asfaltare le strade sono costretti ad usarli per chiudere il buco di bilancio. In realtà per il comune sarà quasi impossibile spendere i soldi che ha in cassa per investimenti. Come ho già detto, la preoccupazione è quella di tirare a campare, di sopravvivere; gli investimenti e lo sviluppo sono un lontano miraggio. Nel bilancio 2010 sono stati fatti notevoli tagli nei settori istruzione e cultura. Oltre la miopia delle scelte demagogiche compiute negli anni di amministrazione leghista a Cogliate occorre fare un riferimento alle imposizioni della legge finanziaria che impediscono agli enti locali di utilizzare liberamente le proprie risorse. La finanziaria del Governo si scontra con tutti i discorsi sul cosiddetto federalismo fiscale, tanto propagandato ma disatteso nei fatti. Il governo nazionale ha abolito l'ICI anche per le fasce alte di reddito, con la promessa di restituire per intero ai comuni i mancati introiti: c'è stata invece una decurtazione del 10%. Sono diminuiti anche i trasferimenti ordinari dello Stato, della regione Lombardia, e di altri enti pubblici per un totale di 60.000 euro. Non possiamo dimenticare l'incidenza del patto di stabilità voluto dal ministro Tremonti. Per il nostro comune rispettare il patto di stabilità significa incassare almeno 1 milione di euro tra oneri di urbanizzazione e proventi per alienazione di beni patrimoniali prima di poter pagare fornitori e creditori. Se entro l'anno non si riuscirà ad incassare almeno 600.000 euro per la vendita di beni comunali verremo penalizzati l'anno prossimo con una ulteriore riduzione dei trasferimenti dello Stato e con altre pesanti limitazioni sui capitoli di spesa. Per dieci anni abbiamo assistito da parte della precedente giunta alla vendita delle proprietà comunali acquisite dalle passate amministrazioni, per realizzare il nulla. Ora sono costretti a vendere le ultime proprietà del comune per rispettare il patto di stabilità voluto dal governo dei loro stessi partiti. Questo è il fatto politico da sottolineare: l'Amministrazione non può nascondere le proprie responsabilità giustificando l'aumento delle tariffe con i minori stanziamenti di Stato e Regione. Non può scaricare la colpa di questa situazione paralizzante sul patto di stabilità. Non può farlo innanzitutto perché la politica economica del comune in questi dieci anni e otto mesi è stata totalmente sbagliata. E soprattutto perché a governare Regione Lombardia e Stato centrale ci sono gli stessi partiti che amministrano Cogliate. Troppo comodo sostenere che "è colpa del patto di stabilità" dimenticandosi di dire che è stato voluto proprio da PDL e Lega Nord. La situazione di bilancio appare veramente pesante e suscettibile di ulteriori peggioramenti. L'unica certezza è che i cittadini cogliatesi saranno chiamati ad altri sacrifici a causa delle scelte sbagliate compiute negli ultimi dieci anni e otto mesi dall'Amministrazione comunale. Per queste ragioni il nostro giudizio è negativo e il nostro voto sul bilancio non può che essere contrario.

 

 

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