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I boschi di Saronno

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Articolo in: - Ambiente   - Editoriali  

Saronno

Giuseppe Nigro 12/03/2010

I boschi di Saronno Giuseppe Nigro

C'è un bel racconto di Emilio De Marchi che risale alla fine dell'Ottocento in cui si narra dei "boschi di Saronno", un territorio che all'epoca era ancora in grado di suscitare emozioni ad uno scrittore di un certo rilievo del panorama letterario italiano.

 

Da allora è trascorso molto tempo e i rappresentanti di questa comunità come di tutte le altre dell'Alto Milanese hanno provveduto ad aggredire il territorio in modo quasi irreversibile. E' stato il prezzo pagato all'industrializzazione e allo sviluppo economico dei suoi abitanti e diciamolo senza demagogia anche alla crescita dei consumi e al loro arricchimento.

Ieri sera le ACLI hanno organizzato una conferenza con il sindaco di Cassinetta di Lugagnano , Finiguerra, diventato famoso per aver vinto le elezioni su un programma molto semplice: basta consumo del territorio, non subire il ricatto degli oneri di urbanizzazione per le spese correnti del bilancio comunale.
E' pensabile l'applicazione di un programma così semplice e lineare in una realtà complessa e fortemente antropizzata come quella saronnese? Nel programma del centrosinistra vi sono le linee di tendenze di una simile scelta. Bisognerà dotare la città di strumenti perchè gli indirizzi si traducano in regole condivise. Questo è ancora tutto da fare.
Personalmente sono convinto che anche la battaglia relativa alla tutela dell'ambiente si vince con il rafforzamento dell'unità amministrativa degli enti locali del territorio. E' pensabile un'idea di pianificazione congiunta? Staremo a vedere se le classi dirigenti amministrative e i cittadini sapranno esprimere una diversa sensibilità rispetto al passato. Per ora sarà meglio che i cittadini di Saronno si difendano non solo dalle forze di centrodestra che si spacciano per nuove, ma anche da chi vuole difendere la "terra dei padri". Se i nostri leghisti nostrani faranno come hano fatto da Gerenzano a Varese c'è di che essere preoccupati.
Per ripristinare i boschi ci vorrà, comunque, un lavoro lungo, di secoli, ricordando che il territorio a Sud di Milano rimase agricolo perchè i suoli erano remunerativi per l'agricoltura, mentre quelli a Nord di Milano erano poveri e il territorio diventò industriale.

Riqualificare l'ambiente è necessario, si può fare. Ma bisogna incominciare a cambiare segno nella scheda elettorale. Senza ambiguità e senza demagogia, Attendiamo fiduciosi

 

 

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