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Oneri per opere di urbanizzazione

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Articolo in: - Comunicati   - Politica  

Saronno

Sinistra Saronnese 02/03/2011

Oneri per opere di urbanizzazione Sinistra Saronnese

Il preciso impegno richiesto dai Saronnesi alla maggioranza che ha vinto le ultime elezioni è quella riassumibile con la seguente espressione:
"basta con la cementificazione del territorio".
Basta privilegiare gli interessi dei pochi palazzinari, ben rappresentati nei partiti della precedente maggioranza, e tutelare al massimo gli interessi pubblici. La richiesta dei Saronnesi è quella di poter di vivere in una città con una buona qualità della vita determinata da un ambiente vivibile, in una comunità gestita in modo equo e giusto.

 

Con la Giunta Gilli i notevoli oneri, riscossi come contributi alle opere di urbanizzazione primaria e secondaria, a fronte di oltre un milione di metri cubi concessi nell'ultimo decennio per edilizia prevalentemente residenziale, non sono stati impiegati per realizzare opere pubbliche, necessari ai bisogni di servizi espressi dalla nuova residenza autorizzata, ma utilizzate per innumerevoli opere di pura immagine.
Compito della nuova Amministrazione sarà quella di riequilibrare le gravi anomalie ereditate dalla precedente Giunta

In questo contesto bisognerà nuovamente analizzare il valore e il significato degli oneri per opere di urbanizzazione.

In considerazione della necessità di contenere al massimo le concessioni edilizie per nuove costruzioni residenziali, così come indicato nel programma elettorale, le entrate per oneri saranno significativamente inferiori, pertanto bisognerà dimenticare per sempre la scelta di "fare cassa con il cemento". In sostanza si dovrà elaborare un nuovo modo di sviluppare il bilancio comunale.

Tenuto conto dei limiti giuridici in merito alla legislazione urbanistica regionale, sfacciatamente funzionale alla difesa di interessi privati, alla mancanza di regole e di vincoli che consentano una seria pianificazione urbanistica tesa alla realizzazione di comunità ordinate e ben strutturate, gli oneri per opere di urbanizzazione rimangono tra i pochissimi strumenti disponibili per governare il territorio.

E' risaputo che il territorio di Saronno è ormai utilizzato per oltre il 75%, rimangono quindi poche possibilità per riequilibrare quanto già costruito, dotandolo di standard urbanistici europei.

Il solo metodo serio per ridurre l'inquinamento sia atmosferico che da rumore, affinché si migliori la qualità della vita dei cittadini, è quello di:

- contenere al massimo la motorizzazione privata,
- incentivare la residenza a canoni sociali,
- realizzare parchi a verde pubblico e piste ciclabili.

Parte di queste opere dovranno essere recuperate sulle aree industriali dismesse, che in questo quadro diventeranno l'ultima occasione per un recupero ambientale della città e parte dovranno essere recuperate riducendo drasticamente, l'utilizzazione di territorio libero non edificato.

Per concorrere a raggiungere questo obiettivo, l'attuale Giunta dovrà stabilire i nuovi oneri per opere di urbanizzazione in modo flessibile, finalizzati a incentivare o disincentivare le nuove edificazioni nell'ottica di un interesse generale.

Per esempio, se un Privato chiede autorizzazione per edificare in zone libere - come aree adiacenti alla "Colombara", alla "Stazione Ferrovie Nord SARONNO SUD", alle "aree libere a confine con Rovello P." - bisognerà disincentivarlo facendogli pagare oneri significativamente più alti (almeno 3 o 4 volte gli oneri attuali) perché non è nell' interesse primario della città compromettere ulteriori territori urbani per costruire residenze già oggi superdimensionate e inutilizzate.
Se un Privato chiede di risanare vecchie edificazioni in "via San Giacomo" o demolire e ricostruire edifici fatiscenti - senza compromettere nuove porzioni di territorio - è interesse della città favorire simili operazioni richiedendo oneri di urbanizzazione decisamente più bassi degli attuali, obbligando inoltre a convenzionare posti macchina nei parcheggi pubblici da realizzare.

Nelle aree industriali dismesse, dove saranno previsti recuperi di standard ed edificazioni - non residenziali - esclusivamente finalizzate ad attività produttive di terziario avanzato, con l'inserimento di nuove aziende che comportino lo sviluppo di nuovi posti di lavoro qualificato, gli oneri di urbanizzazione andranno contenuti e dovranno essere calcolati anche in funzione dei nuovi posti di lavoro che si renderanno disponibili. Anche in questo caso è l'interesse generale che dovrà prevalere nella valutazione delle operazioni immobiliari.

In definitiva, bisogna arrivare ad una delibera quadro, senza dover aspettare i tempi necessari alla revisione del Piano del Territorio, per i nuovi oneri e andrà preparata considerando una diversa e più significativa finalizzazione degli oneri derivati dall'uso del territorio che è il bene più prezioso di una comunità e che, una volta compromesso, non è più riproducibile.

 

 

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