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Paolo Poli ed Eliot chiudono la stagione del Teatro Pasta

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Articolo in: - Spettacolo  

Saronno

Teatro Giuditta Pasta - Saronno 12/04/2011

Paolo Poli ed Eliot chiudono la stagione del Teatro Pasta Teatro Giuditta Pasta - Saronno

Martedì 19 Paolo Poli, il più raffinato narratore dei nostri palcoscenici, farà rivivere le più celebri, avventurose, commoventi trame per l'infanzia.
Mercoledì 20, la compagnia Elsinor ed Eliot coniugheranno nel dramma "Assassinio nella cattedrale" folgoranti immagini quotidiane e profonde visioni universali, dando vita a un esempio unico di "teatro di poesia".

 

Dopo un'altra stagione ricca di successi e il numero di presenze totali che ha confermato il buon risultato raggiunto lo scorso anno, anche il sipario del Giuditta Pasta si appresta a chiudersi, ma non prima di aver offerto altre due serate di indubbia qualità artistica.


Martedì 19 aprile - ore 21.00
Paolo Poli in:
LE FATE (FAVOLE)
due tempi di Paolo Poli

liberamente tratti da Bandello, Beaumont, Brunhoff e Perrault
regia di Paolo Poli

Forse non tutti sanno che Collodi, dieci anni prima di scrivere Pinocchio, il suo capolavoro e probabilmente il libro italiano più famoso nel mondo, raccolse e tradusse in un volume, "I racconti delle fate", le fiabe di Perrault e di M.me le Prince Beaumont, riuscendo (grazie alle leggerissime varianti sia di vocaboli, sia di andatura di periodo, sia di modi di dire) a trasferire la corte del re Sole, con il suo seguito luminoso, in una Toscana insieme granducale e umile.

Queste favole, che formano il tesoro della tradizione popolare, mostrano intrecci analoghi ai racconti di Straparola e Basile. Esse hanno avuto fortuna in ogni tempo, passando dalla tradizione orale alla letteratura scritta e da questa sfociando nella letteratura teatrale, fornendo così fonte di ispirazione a musicisti illustri come Ravel e Prokof’ev. Anche la vicenda di Giulietta e Romeo, una delle perle shakespeariane, è desunta dalla novellistica nostrana, da Bandello appunto, in cui le note tragiche si stemperano nell’incanto fiabesco dell’immortale destino amoroso.

Infine grazie all'incantevole musica di Poulenc sono divenute immortali anche le avventure dell'elefantino Babar, gioia dei bambini francesi e delizia dei grandi di tutto il mondo, in un secolo come il novecento che ha saputo riscoprire il fascino dell'arte nell'esotismo dell'infanzia.

Intero € 25,00 - ridotto € 23,00


Mercoledì 20 aprile - ore 21.00
Elsinor in:
ASSASSINIO NELLA CATTEDRALE
di T.S. Eliot
regia di Franco Palmieri

con Giorgio Bonino, Stefano Braschi, Andrea Soffiantini, Fatima Martins, Giuditta Mingucci, Ancilla Oggioni, Alberto Baraghini, Daniele Crasti


Un omicidio che si compie brutalmente all’interno di una Cattedrale, conclude la profonda e intensa amicizia tra Enrico II e il suo consigliere Tommaso Becket. L’opera inizia quando la nave dell’Arcivescovo ha appena abbandonato la Francia per riportarlo in Inghilterra, con la sua decisione di obbedienza fino al martirio. È solo nel qui della Cattedrale, come ricorda Eliot, che troviamo uomini capaci di rispondere fino alla prova del sangue. Siamo a Canterbury nel 1170 e l’arrivo di quella nave cambierà per sempre la storia di tutto il paese.

Il testo racconta di un perenne stato di guerra, percepito come inevitabile crollo nel dolore e nella tragedia quotidiana. In ogni scena persiste una percezione fisica del male e della distruzione che è in agguato in ognuno di noi e su tutta la terra. Il dramma si sviluppa nel contrasto tra l’attesa e la disattesa che appartengono alla condizione umana. E le donne del coro sono testimoni oculari e sensibili dell’incombere di un grande evento che sta per trasformare il mondo.

Eliot coniuga in questo dramma folgoranti immagini quotidiane e profonde visioni universali, fissate in pagine di un “teatro di poesia”, dove la poesia è il grido profetico e umano delle donne del coro.

È, infatti, la presenza pervasiva del coro, che richiamando il teatro delle origini, si pone come elemento fondamentale di ogni scena, elemento innovativo e contemporaneo, attraverso il quale il pubblico rivive e partecipa commosso alla Via Crucis di Tommaso. Come nel teatro medievale, il coro è un aiuto ad avvicinarsi, a sperimentare e a pronunciare verità coraggiose.

L’impianto drammaturgico e visivo dello spettacolo poggia sulla sapiente architettura del teatro Shakespeariano, molto amato da Eliot, mentre il coro delle donne attende in una Cattedrale dove le pietre sono le parole del testo: Per noi, le povere, non v’è l’azione. Ma solo l’attendere e il testimoniare. Ma ora è sopra di noi un grande timore, un timore non d’una ma di molte, un timore come la nascita e la morte, quando vediamo la nascita e la morte da sole in un vuoto a parte. Noi siamo atterrite da un timore che non ci è dato conoscere, che non possiamo affrontare, che nessuno comprende.

Intero € 15,00 - ridotto € 12,00

 

 

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