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Perché il 25 Aprile non rimanga una liturgia della retorica

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Articolo in: - Editoriali  

Dall'Italia e dal mondo

Rosanna Leotta 01/05/2010

Perché il 25 Aprile non rimanga una liturgia della retorica Rosanna Leotta

Perché il 25 Aprile non rimanga una liturgia della retorica e della nostalgia, è importante evocare la liberazione dal dominio nazifascista e il carico di dolore di quegli anni tragici, ma anche il senso di libertà, la gioia per la pace e il seme della democrazia che la Costituzione,scritta dai padri costituenti, appartenenti a differenti schieramenti politici, seppe regalare all'Italia post-fascista.

 

Di conseguenza bisognerebbe poi riflettere se tale seme sia cresciuto e abbia contribuito all'evoluzione democratica del nostro paese migliorandolo dal punto di vista culturale sociale e politico. Ci sentiamo liberi oggi da qualsiasi forma di oppressione? Riusciamo nella nostra ancora giovane democrazia a realizzare la nostra identità di uomini rispettando il bene comune come patrimonio di tutti? C'è ancora bisogno di resistenza? La parola libertà oggi si può coniugare con la parola diritti ? O forse sta accadendo che in una società sempre più frammentata non c'è più un destino corale collettivo.? Oggi, 25 Aprile 2010 è una splendida giornata di sole e qui a Saronno la piazza è gremita di gente che vuole partecipare per ricordare, per indignarsi e nel commemorare intende dare valore alle parole libertà e unità. Libertà di pensiero, di scegliere la propria vita, di aver un lavoro dignitoso; unità nel sentirsi parte integrante di una comunità aperta e solidale che dia dignità e accoglienza anche a chi è più debole o è considerato straniero.

Questa è la festa del popolo italiano che crede nel valore fondante della Costituzione i cui principi purtroppo oggi stanno subendo un forte arretramento nel lavoro, nell'istruzione, nella libertà di informazione, nell'espletamento della giustizia. Allora è urgente ritornare ad indignarsi per la mancanza di futuro riservata ai nostri giovani, per quanti non riescono ad emergere nonostante il merito perché schiacciati dalle caste e dalle corporazioni, per le ingiustizie sociali che fanno emergere nuove povertà togliendo dignità ad un numero crescente di cittadini.
L'Italia rischia di arretrare economicamente culturalmente e socialmente. Qggi 25 Aprile l'antifascismo è il pilastro su cui riorganizzare moralmente il paese in una nuova resistenza . La nostra carta costituzionale è chiara c'è un federalismo vero quello delle autonomie comunali con il ripudio della xenofobia attuale: la violenza razzista delle famiglie benestanti di Adro nei confronti di famiglie immigrate indigenti, è un triste esempio che nega la possibilità della solidarietà, dell'aiuto ed è indicatore di un clima rabbioso e non umano.
Saronno non ne è esente, ma questa mattina la partecipazione della gente è maggiore, richiama la partecipazione e la vivacità che hanno caratterizzato la campagna elettorale appena conclusa con l'elezione a sindaco di Luciano Porro; forse un segnale di attenzione per una comunità nuova più solidale e inclusiva, più libera e unita, come il dettato costituzionale ricorda. E per la prima volta a Saronno dopo 65 anni il gonfalone del nostro comune accompagnato da giovani consiglieri comunali neoeletti si è fatto largo in piazza Duomo a Milano tra i tanti stendardi degli altri comuni della regione, a testimonianza della nostra presenza in una comunità più grande di cui i singoli territori costituiscono se aperti e solidali una ricchezza.

28 /04/010 Rosanna Leotta

 

 

 

 

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