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ANPI - Festa del tesseramento 2012

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Articolo in: - Associazioni  

Saronno

ANPI Saronno - Sezione Comandante Bruno 21/11/2011

ANPI - Festa del tesseramento 2012 ANPI Saronno - Sezione Comandante Bruno

Domenica 4 Dicembre ore 15,00 Incontro con i soci, le associazioni autorità presso Sala ACLI Saronno vicolo S. Marta 6 dalle ore 15,00 alle 18,30 per rinnovare la salvaguardia e diffusione dei valori della Resistenza e della nostra Carta Costituzionale. Insieme ai Partigiani saronnesi e al coro "Voci di Mezzo".

 

4 dicembre 2011

Alle ore 16,30 incontro con gli autori, Ino e Lucia per la presentazione del progetto
“Il Fiore Meraviglioso”
arrivato alla 5° edizione
Libro + DVD “Testimonianze partigiane dal Lago Maggiore e dalla Riviera del Levante”.

 

ANPI
Festa del
Tesseramento 2012
dai forza all’Antifascismo

Anpi Saronno partecipa all’attività del Comitato per le Celebrazioni del 150° dell’Unità d’Italia: per una maggiore salvaguardia della memoria storica e per affrontare i cambiamenti culturali e politici dell’Italia moderna.

 

 

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Nel corso della storia abbiamo avuto qualche esempio di democrazia e molti esempi di monarchia assoluta, il re era il padrone dello stato, tutti gli altri erano sudditi senza alcuna libertà.
Il re poteva concedere a qualche suo nobile servo di fare ciò che voleva, ma poiché il re poteva ritirare la concessione ogni momento, nessuno era mai libero.
Il re faceva le leggi, le applicava e giudicava tutti i sudditi ed eventualmente assolveva se stesso; inoltre il regime autoritario si replicava dal centro alla periferia.

Nell’ambito dell’illuminismo Charles-Louis de Secundat, baron de La Brède et de Montesquieu intorno al 1750 propose di dividere il potere in tre: legislativo, esecutivo e giudiziario in modo che nessuno potesse avere il potere assoluto e ogni potere fosse limitato dagli altri due.
Questo principio trovò molti consensi e lentamente e non pacificamente trovò attuazione e il potere legislativo, in tempi diversi per i vari stati, passò a un parlamento i cui membri non venivano più nominati dal re, ma eletti dal popolo. La divisione dei poteri è oggi il principio organizzativo di ogni democrazia. Nel 1848 in Piemonte (allora regno di Sardegna), il re Carlo Alberto, prima di esserne costretto, concesse uno statuto (Statuto Albertino) che riduceva in modo molto limitato il potere reale, applicando solo marginalmente i principi di Montesquieu. Il potere esecutivo e il potere giudiziario restavano al Re mentre il potere legislativo era diviso fra il parlamento e il Re. Il parlamento inoltre era eletto solo da una piccola minoranza dei cittadini (i più ricchi).

Nel 1861 con l’unificazione, lo Statuto Albertino venne esteso a tutto il Regno d’Italia, ma non protesse abbastanza il nostro popolo (ad esempio un parlamento eletto solo dai più ricchi portò la tassa sul macinato che aumentò la miseria). Lo stesso statuto non impedì fatti gravissimi (1898 Strage di Bava Beccaris a Milano, conseguente uccisione di Umberto I, 1922 marcia su Roma dei fascisti e incarico a Mussolini di formare un nuovo governo) finché nel 1925 il fascismo non abolì ogni parvenza di democrazia e tutto il potere passò in pratica nelle mani del duce del partito fascista. (capo dell’unico partito politico ammesso, proibiti tutti gli altri).
Il Duce trascinò il popolo italiano in guerra e nel 1943 quando la guerra era ormai perduta e firmato l’Armistizio l’8/9/43, volle continuare a combattere a fianco dei nazisti tedeschi che avevano occupato tutta l’Italia centrosettentrionale. Al ricostruito partito fascista e ai nazisti si oppose il popolo italiano e fu Resistenza (venti mesi, di sacrifici e di eroismo, che vanno dall’armistizio dell’8 settembre 1943 alla liberazione il 25 aprile del 1945). Fu, un tempo di guerra, di fame, di dolore, di morte, ma un tempo in cui tutti videro quali conseguenze ci aveva portato la mancanza di democrazia, tempo di riflessione, di grandi speranze, di solidarietà. Alla fine della guerra, in un clima di solidarietà e di speranza il popolo italiano diede inizio alla ricostruzione e il 2 giugno del 1946 scelse di licenziare la dinastia Savoia e finalmente, uomini e donne insieme, scelsero i deputati, incaricati di scrivere la nuova costituzione repubblicana.

A differenza del vecchio statuto preparato per conservare la dinastia, la nuova costituzione nasceva come patto fra tutti gli italiani. La repubblica richiede a tutti noi responsabilità, impegno personale, solidarietà mentre garantisce i diritti nostri di libertà, di pari dignità, di giustizia. La costituzione fu approvata con 453 voti su 515 il 22 /12/1947 ed entrò in vigore nel 1/1/1948. Da allora molte leggi e costumi furono adeguati alla nostra legge fondamentale, ma non si è ancora arrivati a un’attuazione completa, anzi qua e là si è cominciato ad erodere qualche articolo. Vedi art. 11,( l’Italia ripudia la guerra), art 33 (istituire scuole senza oneri per lo stato), art 53 (il sistema tributario è informato a criteri di progressività). Ogni diritto non rivendicato può essere un diritto perso. La Costituzione va attuata completamente e difesa in tutte le sue parti.

Paolo Pantaleoni
ANPI Saronno

 

 

 

 

 

 

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