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Celebrazioni del 25 Aprile 2011

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Articolo in: - Comunicati   - Eventi  

Saronno

Partito Democratico Saronno 26/04/2011

Celebrazioni del 25 Aprile 2011  Partito Democratico Saronno

Anche quest'anno, la Città di Saronno ha celebrato con varie iniziative e con il tradizionale corteo l'Anniversario della Liberazione.
Nelle immagini riproponiamo alcuni momenti della manifestazione mattutina e la "Cena partigiana" organizzata dall'ANPI di Saronno.
Nell'articolo è pubblicato il testo del discorso del sindaco Luciano Porro

 

La manifestazione del mattino, come da programma ha avuto inizio - sulle note dell'Inno nazionale - con l'alzabandiera, seguito dalla cerimonia in prepositurale officiata da don Maurizio Rolla, prevosto di Saronno.
Al termine del rito, un folto corteo ha attraversato le vie della città per rendere omaggio al monumento a Salvo d'Acquisto e, successivamente, a quello dedicato ai caduti. In coda, alcuni rappresentanti del Telos hanno sfilato con un loro striscione e contestando a viva voce la presenza degli esponenti della Lega Nord al corteo.

Nella piazza Caduti Saronnesi si è tenuta la cerimonia ufficiale con i discorsi del partigiano Aurelio Legnani e del sindaco Luciano Porro. Il primo ha ricordato i valori ed i frutti della Lotta di Liberazione di cui tutti - senza alcuna distinzione - godiamo.

Il commosso saluto al "Comandante Bruno", Paride Brunetti, portato sia da Legnani, sia dal sindaco, ha strappato alla folla un sentito e caloroso applauso.Il sindaco ha inoltre ricordato la figura di Vittorio Arrigoni, l'attivista italiano recentemente ucciso nella Striscia di Gaza ed ha quindi ricordato quanto i valori della Liberazione e della Costituzione siano a tutt'oggi attuali e basilari per la nostra convivenza.

 


In serata, presso la Casa del Partigiano, si è tenuta la "Cena partigiana" al termine della quale,  Marika Pensa e Samuel Sciarra hanno interpretato "Storia di un partigiano", rivisitazione de "Il partigiano Johnny" di Beppe Fenoglio.


Comunicato e programma emesso dal PD di Saronno e precedemente pubblicato
Lunedì 25 aprile vorremmo fosse davvero una Festa densa di significato, con la consapevolezza che una buona riuscita sarà un successo per tutti e farà bene alla salute malferma del nostro Paese. Di seguito il programma della celebrazioni che alleghiamo fiduciosi in una larga partecipazione.

PROGRAMMA:
• Ore 9.30: Accoglienza delle Autorità e delle associazioni in Piazza Libertà
• Ore 9.50:  Alzabandiera in Piazza Libertà
• Ore 10.00: Santa Messa nella Prepositurale SS Pietro e Paolo, officiata da Monsignor Maurizio Rolla
• Ore 10.45: Corteo da Piazza della Libertà con il seguente percorso
 - Corso Italia
 - Viale Rimembranze
 - Giardini di Via C.Porta con deposizione di corona d’alloro al monumento a Salvo d’acquisto
 - Successivamente il corteo torna in Piazza Caduti Saronnesi: posa di corona di alloro al monumento
• Ore 11.15: Onoranze al monumento ai caduti per la liberazione con deposito di corona di alloro
• Ore 11.20: Discorsi commemorativi dell’A.N.P.I. e del Sindaco Dott. Luciano Porro

 

 

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Il testo del discorso del Sindaco di Saronno Luciano Porro, pronunciato lunedì 25 aprile 2011:

“Autorità civili, militari, cittadini saronnesi tutti, ci ritroviamo ancora qui in questo 25 aprile per fare memoria di un evento che non dobbiamo dimenticare. Per ricordare quanti non ci sono più, come il Comandante Bruno Paride Brunetti, ancora con noi lo scorso 25 aprile, e che abbiamo recentemente accompagnato nel suo ultimo viaggio, per ricordare quanti hanno dato la loro vita per un bene supremo, quello della libertà e della dignità della vita umana.  
Siamo tutti invitati a riflettere sul significato del 25 aprile 1945,  una data lontana nel tempo, ma più che mai vicina alla coscienza dei cittadini che non vogliono e non possono rinunciare a difendere i valori che si sono affermati con la vittoria della Resistenza sugli occupanti nazisti e sui loro alleati fascisti: la libertà, la giustizia, la democrazia, la speranza e l'impegno per la costruzione della convivenza civile e pacifica tra i cittadini e tra i popoli.
Per l'affermazione di questi principi hanno lottato duramente antifascisti e partigiani, pagando un prezzo altissimo di sofferenze e di lutti: la nostra Costituzione, nata dalla Resistenza, li ha recepiti e posti a fondamento della Repubblica. La loro applicazione e le conquiste democratiche del secondo dopoguerra sono costate ancora una lunga, spesso dolorosa serie di lotte sociali e politiche, la cui memoria oggi si cerca di mistificare e di sminuire fino alla cancellazione.
La Resistenza fu un fenomeno che abbracciò tutta la nazione. Ci fu quella dei partigiani, quella dei militari e quella del popolo. Quindi è importante che  il 25 aprile sia celebrato in qualsiasi modo e in qualsiasi luogo ricordando l'una e l'altra delle componenti della Resistenza. L'importante è che ci unisca la consapevolezza e lo stesso impegno per conservare i valori della Resistenza che si sono tradotti nella Costituzione repubblicana.
E’ necessario  difendere  l'esperienza partigiana dai molti attacchi a cui, soprattutto negli ultimi tempi, è stata esposta. È importante dare peso all'unitarietà di tutte le espressioni che ha avuto la Resistenza ma senza svalutare o diffamare come purtroppo è accaduto e ancora accade l'esperienza partigiana che, piaccia o meno, dette un contributo fondamentale per restituire dignità, libertà e indipendenza al nostro paese.
Occorre valorizzare tutte le componenti della resistenza, ricordare e celebrare tutti i contributi che portarono alla liberazione del paese dal nazifascismo. Fu decisiva in questa lotta l'eroismo delle formazioni partigiane  ma anche la componente popolare che fu rappresentata dalle sofferenze e dalle atrocità inflitte alle popolazioni civili che comunque si distinsero per la loro solidarietà attiva con il movimento partigiano. Non fu di minore importanza la componente militare con i soldati che non si piegarono ma combatterono eroicamente e si unirono alle formazioni partigiane. Infine il contributo del nuovo esercito italiano e  l'odissea dei 600mila militari italiani internati in Germania che respinsero ogni lusinga rifiutando l'adesione al regime repubblichino.
Il ricordo della Resistenza, acquista oggi un'ulteriore drammatica attualità ricordando i focolai di guerra nel mondo e in particolare nei Paesi del nord Africa a noi vicini, o le guerre terroristiche, con il loro carico di orrore e di morte e con le pesanti ipoteche sull'equilibrio internazionale e il dramma dei profughi e dei disperati che fuggono verso il nostro Paese e la vicina Europa. L'articolo 11 della nostra Costituzione recepisce e afferma questo significato, ripudiando la guerra come strumento di risoluzione delle controversie internazionali.
La via della pace è lunga, tortuosa e difficile, ma milioni di cittadini in Italia e nel mondo sono disposti a percorrerla, ritrovando una nuova unità sopra le più diverse opinioni politiche e condizioni sociali, proprio come nella lotta contro il fascismo persone dei più diversi orientamenti seppero superare, in condizioni di eccezionale, drammatica emergenza, le più profonde lacerazioni e i contrasti più radicali, per affermare il diritto a sperare in un mondo migliore e seppero battersi, con le armi nella lotta partigiana e senza armi nella Resistenza civile, perché la speranza cominciasse a tradursi nella realtà. Anche oggi, in riferimento ai fatti tragici in corso nel Nord  Africa e lungo le coste del Mediterraneo,  siamo chiamati a operare una scelta, questa volta tra il ricorso alla forza e la ricerca della convivenza civile e di una società più giusta, tra la guerra e la pace, e tra la pacificazione imposta dalle armi e quella faticosamente costruita, giorno per giorno, dalle donne e dagli uomini di buona volontà.
Non abbiamo dubbi: scegliamo la Pace, la ricerca della convivenza civile e di una società più giusta, nella legalità, nel rispetto, per la dignità di ogni uomo.”

Il video della manifestazione
su Pierodasaronno.it

 

 

 

 

 

 

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