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Crocifisso: Nessuno neghi un valore così importante della nostra cultura, ma nessuno se ne appropri "politicamente"

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Articolo in: - Politica  

Caronno Pertusella

Partito Democratico - Circolo di Caronno Pertusella 26/11/2009

Crocifisso: Nessuno neghi un valore così importante della nostra cultura, ma nessuno se ne  appropri "politicamente" Partito Democratico - Circolo di

Comunicato stampa del 24.11.2009
Abbiamo visto sul nostro territorio la raccolta di firme da parte della Lega Nord contro la discutibile sentenza della Corte di Strasburgo di eliminare il crocifisso da un'aula scolastica pubblica. Vogliamo ricordare che una rappresentanza di eurodeputati italiani hanno sottoscritto un'iniziativa politica a favore del diritto di esposizione nei luoghi pubblici del crocifisso o di altri simboli religiosi, consistente nella raccolta di firme per una 'dichiarazione scritta ' del Parlamento europeo, iniziativa sottoscritta e caldeggiata anche dal Partito Democratico in un'ottica bipartisan.

 

Vogliamo ricordare che una rappresentanza di eurodeputati italiani hanno sottoscritto un'iniziativa politica a favore del diritto di esposizione nei luoghi pubblici del crocifisso o di altri simboli religiosi, consistente nella raccolta di firme per una 'dichiarazione scritta ' del Parlamento europeo, iniziativa sottoscritta e caldeggiata anche dal Partito Democratico in un'ottica bipartisan.
Se sarà firmata da almeno la metà più uno degli eurodeputati (369 su 736), la dichiarazione scritta assumerà lo stesso valore di una risoluzione approvata dalla Plenaria dell'Europarlamento, ente che si è dissociato e non ha avallato tale sentenza, vista la levata di scudi proveniente da più parti.
Il crocifisso è certamente un simbolo dell'identità italiana ed europea, e si ispira peraltro ad una pluralità di valori. Nessuno può pensare di poter eliminare un valore così profondamente radicato nella nostra cultura, additando il pretesto che sia un simbolo di parte, ignorando invece il fatto che il crocifisso rappresenta un simbolo di pace, di pietà e di accoglienza.
Il problema è che la Lega vorrebbe cancellare il crocifisso come simbolo vivo di una fede viva (i leghisti che a giorni alterni impugnano la spada delle Crociate e poi si dedicano ai riti pagani del dio Po e ai matrimoni celtici con inni a Odino, che sono contro i bambini rom e sono per i respingimenti indiscriminati).
Infatti, il crocifisso, prima ancora che dell'identità culturale di un popolo, è appunto simbolo di fede. Come detto dal Vescovo Antonio Mattiazzo della Diocesi di Padova, «Alcuni atti plateali, che segnalano un disagio di fronte a una sentenza che non tiene conto della storia e della cultura di un popolo, non sono però condivisibili dalla comunità cristiana. Il crocefisso non va strumentalizzato, né può essere usato in alcuna battaglia, né contro alcuna persona. La storia lo ha insegnato». Infine l'ultima chiosa, prosegue il Vescovo: «L'esposizione nei luoghi pubblici, ancora oggi, è memoriale di fede per coloro che credono, e riferimento etico e culturale per quanti, laicamente, in questo simbolo ritrovano quei valori universali che il Cristo crocefisso incarna, a favore di tutti e mai contro qualcuno».
Ci sembra che da parte della Lega tale iniziativa sia un po' "tirare per la giacca" un simbolo di amore e accoglienza quale il crocifisso rappresenta da una parte, mentre dall'altra la Lega stessa predica e legifera l'intolleranza verso l'accoglienza, non considerando coerentemente la parabola del "buon samaritano": al pari del crocifisso appeso, quella sì, simbolo dei valori di cui si è nutrita e si nutre la nostra civiltà europea nei momenti migliori. Ma la Lega preferisce difendere i simboli di legno a quelli in carne ed ossa. Non è possibile farlo se non svuotando il crocifisso radicalmente di significato, tradendolo nel modo peggiore, trasformandolo in un'arma di propaganda politica, in una spada per guadagnare qualche voto in più, nella sua esasperata ideologia "padanista".
Alla luce di questa bruciante contraddizione, convinti che la strategia della Lega sia quella di trasformare il crocifisso da simbolo di pace a simbolo di guerra, da momento di affratellamento a strumento di divisione, snaturandolo in modo eretico o comunque irreligioso, davvero affezionati ad esso, RIFIUTIAMO L'OPERAZIONE LEGHISTA.
"E' lecito pagare il tributo a Cesare?" chiesero una volta a Gesù, ma era solo per incastrarlo, per farne un guerrigliero antiromano o un filogovernativo. Anche lui si rifiutò di cadere nella trappola, di farsi strumento di fazione, bandiera di una appartenenza, di una lotta in difesa di una identità, che ci piaccia o no. Il minimo che possiamo fare, nel rispetto del crocifisso, è seguire quell'esempio, cioè non strumentalizzare.

 

 

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