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EEA: un nuovo rapporto sul valore della natura

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Articolo in: - Ambiente   - Comunicati  

Dall'Italia e dal mondo

AS - modusvivendi.it 05/05/2010

EEA: un nuovo rapporto sul valore della natura AS - modusvivendi.it

Ecosystem accounting and the cost of biodiversity losses è il titolo del nuovo rapporto dell’European environment Agency (Eea) che rientra nello straordinario percorso di dare un valore alla natura, una contabilità ambientale che affianchi quella economica.

 

“Con questo rapporto - spiega Gianfranco Bologna, direttore scientifico del Wwf - l’Agenzia europea dell’ambiente mette a disposizione di tutti i Paesi membri un focus sulle informazioni che si stanno elaborando su un settore così cruciale per il nostro futuro. E questo accade proprio nell’anno in cui uscirà il rapporto finale del Teeb, The Economics of Ecosystems and Biodiversity, uno degli sforzi più all’avanguardia per contestualizzare la capacità di dare un valore alla contabilità ambientale”.

Perché il percorso politico che porta all’allocazione dei fondi nella Finanziaria ignora lo stato di salute della natura?
“Mettere in conto la natura è uno dei grossi problemi che abbiamo. Ci sono tanti indicatori che possono essere utili, come l’impronta ecologica e il flusso di materia. Sono complessi, ma danno conto della pressione che un Paese esercita sugli altri e sulle proprie risorse naturali. Bisogna cominciare a fare in modo che chiunque debba prendere in considerazione gli atti politici abbia a disposizione dati sullo stato di salute dei sistemi naturali. Da quelli dipende la ricchezza e il benessere del Paese. Il Teeb, per esempio, sta facendo una bella fotografia da mettere a disposizione dei governanti. Già si prevede che nella comunicazione alla Commissione europea ci debbano essere, entro il 2013, le contabilità ecologiche che affianchino quelle economiche”.

 

È possibile che in futuro questi calcoli diventino parte integrante del Prodotto interno lordo di una nazione?
“Secondo me è indispensabile ed è una battaglia in cui ho sempre creduto. Nel 1996 presentammo il primo calcolo sulla rivisitazione del Pil italiano con un indice correttivo, l’indice di benessere economico sostenibile, applicato assieme  alla fondazione Eni Enrico Mattei. Inoltre, si è capito finalmente che è un problema che va al di là dell’essere di destra o di sinistra”.

 

In che senso?
“Si pensi alla straordinaria Commissione voluta dal presidente francese Nicolas Sarkosy con i cinque premi Nobel dell’economia, presieduta da Joseph Stiglitz. Si tratta di un rapporto sui nuovi indicatori di benessere che dovrebbero affiancare il Pil. Sarkosy l’ha portato al G20 di Pittsburg l’anno scorso e a partire da esso si è aperto un grande dibattito internazione. Anche in Italia si sta muovendo qualcosa. L’11 maggio prossimo la fondazione Farefuturo del presidente della Camera Gianfranco Fini terrà una conferenza sul tema ‘oltre il Pil’. Tutto ciò per dire che non sono problemi categorizzati. Tutti si stanno rendendo conto che non è possibile fare finta che la natura non esista”.

 

 

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