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I "No" che aiutano a crescere

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Articolo in: - Editoriali  

Uboldo

Davide Radrizzani - PreDem Uboldo 21/03/2011

I "No" che aiutano a crescere Davide Radrizzani - PreDem Uboldo

Quante volte è stato dato dell'integralista a chi ama l'ambiente?
Quante volte sono stati accusati di essere medioevali, antichi o contro il progresso?
Quante volte si è detto che non si può sempre "dire di no" o che il "no" non porta da nessuna parte?

 

Qualche anno fa chi parlava di energie rinnovabili, dell'importanza della raccolta differenziata e di rispetto dell'ambiente veniva sempre etichettato come matto e subito bollato come un "utopista-idealista-ambientalista". Non sono così lontani i tempi in cui certi assessori leghisti venivano nelle scuole uboldesi a parlare della discarica di Gerenzano pubblicizzando il fatto che dai rifiuti si produceva biogas. Il problema dell'inquinamento era sentito solo dei fanatici ambientalisti, da isolare. Il problema dei rifiuti? Inesistente.
Anche lì non si poteva sempre dire di "no" (nemmeno alla discarica di Cerro), salvo poi scoprire che non era così sano avere tonnellate di immondizia sotterrate vicino a casa e che il problema dei rifiuti esisteva. Cosa ci salva dal peggiorare la situazione? La raccolta differenziata di quei "fanatici medioevali ambientalisti".

Anche lo svincolo di Uboldo "non è una tragedia"; al massimo dicono: "è un po' bruttino". Non si può dire di "no" a tutto; si sente sempre dire: "tanto lo fanno lo stesso". Sembra molto più importante assicurarci un contentino, piscina o rotonda che sia. Saremo tutti allenati e gireremo allegramente nelle nostre rotonde quando avremo un bel tumore al polmone o un'altra bella patologia polmonare? Chi dovremo ringraziare a quel punto? Non lo invento io, ma lo dice l'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità): ogni persona perde in media 9 mesi di vita per lo smog. Non bisogna essere ambientalisti per capire che spesso ci vendono per sicure pericolose situazioni, che puntualmente si dimostrano essere di estremo pericolo per la vita.

Io non sono ambientalista nel senso di fanatico dell'ambiente, ma amo l'ambiente in cui vivo e soprattutto vorrei che lo si rispettasse, perché è l'unico che abbiamo a disposizione per vivere. Credo sia una questione di logica più che di ideologia, come si vede anche dal fatto che chi prima guardava come un matto l'ambientalista ora propone ciò che il matto sosteneva da anni. Altra spia di questo è il fatto che tutti ormai dicono di aver una grande attenzione all'ecologia, salvo poi piantare solo cemento. Bisogna diffidare di chi fa le "compensazioni ambientali" o dei "parchi sovra comunali", parole dietro alle quali spesso si celano i peggiori crimini nei confronti della natura.

Oggi noi che amiamo l'ambiente abbiamo un'altra grande sfida da portare avanti: quella energetica. È la prima volta che, nei fatti, si ripete un referendum in Italia ed è toccato al nucleare. Uboldo sarà interessata dal nucleare? Di sicuro sul nostro territorio non faranno la centrale, se non altro perché non abbiamo un grosso fiume vicino. Bisogna però pensare che le distanze nucleari sono ben diverse da quelle utilizzate normalmente. Una centrale sul Po sarebbe vicinissima se dovesse scoppiare. Chernobyl insegna. Non vale dire che tanto Francia e Svizzera costruiscono centrali vicino ai nostri confini per giustificare il suicidio dell'edificazione di un reattore sul nostro territorio. Da qualche parte bisogna anche che si cambi, per una volta è l'Italia a far da insegnante sulla non proliferazione nucleare. Facciamo in modo che possa continuare ad insegnare. In questi giorni la comunità scientifica riflette molto sulla questione nucleare: mentre tutti stanno facendo un passo indietro, l'Italia ne fa continuamente in avanti. Nulla sembra poter far desistere il governo, nemmeno la tragedia che sta vivendo il Giappone.

Il nucleare è evidentemente non sicuro e non conviene né da un punto di vista economico né ambientale. Questo discorso non lo si fa per l'ambiente in sè, ma per noi. Se in Giappone, dove le leggi si rispettano assiduamente, si prospetta una catastrofe di proporzioni assai peggiori dello tsunami appena avvenuto, da noi cosa mai potrà accadere per molto meno? Anche senza catastrofi naturali il nucleare non è un'energia pulita come si continua a propagandare. Le scorie rimangono attive per centinaia di anni e l'uranio è destinato ad esaurirsi e, come il petrolio, non è rinnovabile. Anche i tempi di costruzione sono lunghissimi, tali da non risolvere le carenze energetiche attuali. Col prezzo del nucleare quanto solare potremmo produrre subito!

Cosa possiamo fare noi cittadini? La risposta è una sola, VOTARE. Abbiamo una possibilità concreta di dire "No" crociando un "Si" con un referendum che verrà proposto a giugno agli elettori. Non crediamo a chi dice che "tanto lo si fa lo stesso", non facciamoci ancora imbrogliare e diciamo per noi e per chi verrà dopo di noi: No al Nucleare. Meglio esser tacciati come medioevali che avere la salute di tutti sulla coscienza.

 

 

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