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La posizione della Lega è in difesa dell'Autonomia e della Democrazia

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Articolo in: - Politica  

Saronno

Angelo Veronesi - Lega Nord Saronno 28/09/2012

La posizione della Lega è in difesa dell'Autonomia e della Democrazia Angelo Veronesi - Lega Nord Saronno
In Consiglio Comunale le forze di centro sinistra hanno imposto una discussione sulla Città metropolitana. La nostra posizione è a favore dell'Autonomia Comunale e della Democrazia. Non siamo nè a favore nè contro a priori alla Città Metropolitana, dato che ci sono delle ragioni sia per un verso sia per l'altro. Si sarebbe dovuta fare un'altra scelta.
 

Quel che è mancato da parte del Governo è il rispetto della Costituzione e delle altre componenti della Repubblica. Dal 2000 infatti, grazie alla riforma costituzionale, Comuni, Province, Città Metropolitane, Regioni e Stato sono sullo stesso piano. Nessuno di questi soggetti può abolirne un altro senza passare da una riforma Costituzionale che interessi almeno i 2/3 del Parlamento o un referendum popolare. Se vogliamo rispettare la Costituzione, allora non si può accettare che il Governo agisca per Decreto legge del Consiglio di Ministri, nemmeno eletti dal popolo, ma posizionati lì da potenti lobby per difendere gli interessi delle banche.

Un partito può anche avere nel proprio programma l'eliminazione delle Province, che sono una componente della Repubblica o anche la secessione dello Stato in due, salvando però sempre la forma repubblicana. Non bisogna sfruttare un decreto legge probabilmente illegittimo per portare avanti le proprie politiche. È una questione di principio democratico. Bisogna rispettare la Costituzione che prevede come fare questo genere di riforme che durano nel tempo. Ricordiamoci che solo la forma Repubblicana non è contrattabile: tutto il resto è legittimo, ma solo se si passa dal Parlamento.

La decisione di passare ad un'altra Provincia deve essere presa in autonomia dai Comuni e non per imposizione del Governo. Una eventuale decisione deve partire quindi dai Comuni, come previsto nell'art. 133 della Costituzione della Repubblica.  Nessuno ci può obbligare a scegliere, come invece di fatto si sta facendo. Anche la Corte Costituzionale ha dichiarato più volte come illegittime scelte di Governo che impongono misure restrittive agli altri componenti della Repubblica, vedi ad esempio la sentenza 199 del luglio di quest'anno. Di sicuro il Governo non può abolire un'altra componente della Repubblica, dato che sarebbe una decisione incostituzionale che attenterebbe direttamente alla forma repubblicana, quindi al cuore stesso della Democrazia.


Per tutte queste ragioni di carattere estremamente importante per l'Autonomia e per la Democrazia abbiamo criticato la scelta di questa maggioranza di discutere di questo argomento accettando supinamente le imposizioni probabilmente illegittime del Governo.

Cosa avrebbe dovuto fare questa maggioranza? Il Comune avrebbe dovuto presentare un ricorso impugnando insieme ad altri Enti Locali questa imposizione del centralismo romano. 
La decisione di passare alla Città Metropolitana è assurdamente kafkiana, dato che è solo un'indicazione che questa maggioranza dà al Consiglio delle Autonomie Locali (CAL), che a sua volta la esporrà al Governo. Non saremo noi a decidere, ma altri, in chiara contrapposizione con ciò che è determinato dalla Costituzione nell'art.133.


Questa maggioranza è così supina nell'allinearsi alle decisioni del Governo da loro appoggiato che non si sono nemmeno posti il problema di fornire dati tecnici, economici e sociali per valutare questa importante decisione. Tutto è stato buttato sulla simpatia con il sindaco Pisapia e sull'ideologia. Hanno sostenuto addirittura che la creazione di grandi città metropolitane è il destino finale della storia. Peccato che il popolo non abbia dato loro mandato per creare la grande Megalopoli Padana.


Ci hanno lasciato non più di 15 giorni per informare i cittadini, discuterne e scegliere. La tanto auspicata partecipazione che la maggioranza sostiene di attuare, in realtà è una parola vuota e priva di fondamento, tanto più che bisogna sottolineare come la discussione sia avvenuta all'interno delle stanze dei bottoni della maggioranza tra agosto e settembre, senza nemmeno avvisare i cittadini della discussione intrapresa. La scelta è stata compiuta in stile Pentapartito anni '80, mantenendo un segreto inaccettabile coi cittadini, che sono stati informati solo a giochi ormai fatti, così come i capigruppo consiliari. Qualche assemblea a senso unico coi cittadini non può essere scambiata con la partecipazione tanto auspicata da questa maggioranza.

La scelta del riordino delle Province viene giustificata dal Governo come una misura per risparmiare. Se fosse veramente così, allora le Province di Como e di Varese dovrebbero essere premiate per essere le più risparmiose e le più efficienti del Paese. Invece vengono mantenute altre province che non sono altrettanto efficienti e dove gli sprechi sono all'ordine del giorno.

Abbiamo sprecato un intero consiglio comunale per discutere di aria fritta. I problemi dei cittadini sono passati in secondo piano. Bisogna seguire l'esempio della Repubblica Federale Tedesca dove gli Enti Locali sono stati incentivati a trovare delle misure locali per superare la crisi e attivare il tessuto produttivo locale con misure economiche proprie. Invece da noi il Governo delle banche colpisce le Autonomie Locali e vuole eliminare Enti come le Province che da sempre hanno dimostrato una maggiore efficienza ed efficacia nel risolvere e supportare l'economia e il lavoro, rispetto allo Stato, troppo lontano e troppo ottuso per capire le necessità territoriali.

 

 

  http://www.prov-varese.leganord.org/tuasez.asp?str#...]

 

 

 

 

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