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L'Italia di Dante e dei suoi

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Articolo in: - Arte e Cultura   - Associazioni  

Saronno

Associazione "Paolo Maruti" ONLUS - Centro Promozione 24/03/2011

L'Italia di Dante e dei suoi Associazione "Paolo Maruti"

Note di premessa sul significato e sul fine della presente relazione, posta al servizio delle celebrazioni del 150° dell'Unità d'Italia. Necessità di un chiarimento intorno a UNITA' e UNIONE (diversità ed equivoci), dato che ci può essere unità senza unione e unione senza unità.

 

In occasione del 150° anniversario dell'Unità d'Italia
Incontro sul tema: L'Italia di Dante e dei suoi
Presso la Sala Conferenze del Bovindo "villa Gianetti" (ex palazzo comunale)
Via Roma, 22 - Saronno
Parcheggio gratuito
INGRESSO LIBERO

Relatore: prof. Vittorio Cozzoli

 

Di quella umile Italia fia salute
per cui morì la vergine Cammilla,
Eurialo e Turno e Niso di ferute.
(Inf.196-108)

Ahi serva Italia, di dolore ostello,
nave sanza nocchiero in gran tempesta,
non donna di province, ma bordello!
(P.VI, 76-78)

Chè le città d'Italia tutte piene
son di tiranni. e un Marcel diventa
ogne villan che parteggiando viene
(Id. 124-16)

Quante volte, del tempo che rimembre,
legge, moneta, officio e costume
hai tu mutato, e rinovate membre!
(Id.145-147)

sederà l'alma, che fia giù agosta,
de l'alto Arrigo, ch'a drizzare Italia
verrà in prima ch'ella sia disposta.
(Pd.XXX,136-138)

Note di premessa sul significato e sul fine della presente relazione, posta al servizio delle celebrazioni del 150° dell'Unità d'Italia. Necessità di un chiarimento intorno a UNITA' e UNIONE (diversità ed equivoci), dato che ci può essere unità senza unione e unione senza unità.

Occorre riflettere sui progetti ideali e reali che hanno condotto alla storia dell'unità d'Italia. Richiamo alla realtà presente della storia d'Italia, alle sue difficoltà e crisi. L'Italia di Dante: come realmente (studi e viaggi) la conosce e come ne parla nella sue opere; come la critica, come denuncia i suoi mali, le colpe, i colpevoli, ma anche indicando i suoi 'eroi'. Note sul modo del suo ritardare l'unità a causa di egoismi municipalistici, locali (Comuni) d'egoismi di assai più alta identità (Chiesa e Impero).
L'Italia come appare nelle sue opere, con lettura di passi particolarmente idonei alla trattazione (cenni alla loro attualità e liceità di una 'lettura contemporanea' del loro significato). Dante come padre della lingua italiana (funzione unificante della lingua nell'identità nazionale; importanza del suo 'volgare') è anche misura dello scadimento linguistico dell'Italia di oggi.

Dante e 'i suoi': cosa si intende con 'i suoi'; caratteri di questa identità, nello stesso tempo religiosa e laica, presenti in coloro che, come 'suoi', vissero prima e dopo l'unità d'Italia (vedi, come testi di riferimento le Canzoni all'Italia di Petrarca e Leopardi, vedi Foscolo; vedi Ungaretti e Saba, ecc. compresi i resistenti contro le dittature antidemocratiche).

Cosa ricavarne, con riferimento all'oggi? Come portare in noi i valori fondanti e critici, in un tempo di dimenticanza della nostra storia ("Italiani, vi invito alle istorie", Foscolo) e di abbassamento di livello della vita morale e culturale, con conseguente scadimento della politica. Necessità e urgenza del richiamo ai valori ed ai principi fondanti l'Unità d'Italia. Importanza dell'intendere quanto e come l'Italia, secondo la sua Costituzione, sia un 'progetto' da portare a compimento.
Dante indica ai 'suoi', come difendere, portare ad incessante realizzazione la presenza dell'Italia nella storia. Rinascimento e Risorgimento: tutto finito?

Non possiamo crederlo. Dante lo lascia intendere, se solo lo sappiamo leggere in modo non storicistico, ideologico, esoterico, opportunistico o polemico. Ma, per questo, occorre un commento 'secondo Dante'.


Vittorio Cozzoli
nato a Cremona, dove vive. Laurea alla Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.

Lasciato l'insegnamento nel 1999, si dedica allo studio e alla scrittura.
Come poeta ha pubblicato i seguenti volumi:
"POESIE", con lettera di Carlo Betocchi (Edizioni di Revisione - Roma 1976); " LA SPLENDIDA LUCE ", con un saggio di Franco Loi (Nardini Editore - Firenze 1992): "IL PURGATORIO DEL PARADISO", con prefazione di Claudio Magris (Mobydick - Faenza 1998); "COSI' TU A ME", con nota di Erminia Lucchini Andreoni (Mobydick - Faenza 2000); "GLI UCCELLI", con una nota introduttiva di Gabriella Guffi Goffi (Stamperia dell'Arancio - Grottammare 2002); LA DIASPORA DELLE ICONE (Mobydick Faenza 2008), E' in uscita CENTO E QUINDICI CINQUINE (Edizioni L'Obliquo - Brescia).
Sue poesie si trovano in Riviste ed Antologie, tra cui "Il pensiero dominante", a cura di F.Loi e D.Rondoni - Garzanti - 2001.

Come studioso e commentatore di Dante, ha iniziato gli studi sull'anagogia dantesca e pubblicato vari saggi. In volume sono usciti: "IL DANTE ANAGOGICO - Dalla fenomenologia mistica alla poesia anagogica" - Solfanelli, Chieti 1993; "IL VIAGGIO ANAGOGICO - Dante tra viaggio sciamanico e viaggio carismatico" - Battello Trieste 1997) e "UBI AMOR IBI OCULUS" - L'occhio di Pound - Gli occhi di Beatrice (Raffaelli Editore - Rimini 2005); LA GUIDA DELLE GUIDE - Dante secondo Dante (Battello - Trieste 2007).

Ha pubblicato il primo commento anagogico della "Vita nuova". (EDIS- Orzinuovi 1995) . Suoi saggi danteschi in pubblicazioni antologiche. Ha presentato, all'Università Cattolica di Milano, il volume "Il Cristo Giallo, Tradur quadri", edito dalla Associazione P. Maruti.

 

 

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