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Parole la mattina con i versi di Fabio Pusterla

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Articolo in: - Arte e Cultura  

Saronno

Associazione Paolo Maruti Onlus 30/10/2012

Parole la mattina con i versi di Fabio Pusterla Associazione Paolo Maruti Onlus
L'Associazione Paolo Maruti Onlus organizza 6 incontri culturali per la rassegna Parole La Mattina con i Poeti con il titolo "Partendo dai versi di chi non c'è più". Gli incontri di poesia si terranno presso l'ex villa Comunale "Villa Gianetti" nella sala conferenze Bovindo. Al termine viene offerto un aperitivo. Durante l'incontro il Poeta leggerà alcune poesie scelte.
 

“Partendo dai versi di chi non c’è più”
Incontro culturale Parole la mattina, Domenica 11 novembre 2012 con i versi di Fabio Pusterla

L’incontro si terrà presso la Sala Conferenze del Bovindo in Villa Gianetti, (ex palazzo comunale) via Roma, 20 - Saronno
Parcheggio gratuito
INGRESSO LIBERO


Fabio Pusterla Nato a Mendrisio (Canton Ticino) nel 1957, si è laureato in Lettere a Pavia.
È insegnante presso il Liceo e l’Università di Lugano. La sua prima raccolta poetica è Concessione all’inverno (Casagrande, Bellinzona 1985, nuova edizione 2001). I libri successivi sono stati tutti pubblicati dall’editore milanese Marcos y Marcos: Bocksten (1989, poi 2003), Le cose senza storia (1994, poi 2007), Pietra sangue (1999), Folla sommersa (2004).
Attivo anche come studioso, saggista (Il nervo di Arnold, Marcos y Marcos 2007) e traduttore (soprattutto dell’opera di Philippe Jaccottet), è autore di numerose poetiche, parzialmente riassunte nell’antologia Le terre emerse (Einaudi, 2009).
Sue poesie sono inoltre presenti in numerose antologie. Tra i suoi titoli più recenti, Corpo stellare (Marcos y Marcos 2010) e Quando Chiasso era in Irlanda e altre avventure tra libri e realtà (Bellinzona, Casagrande, 2012). Collabora, inoltre, a numerose riviste letterarie italiane, svizzere e francesi.
Le sue opere, tradotte in numerose lingue europee, hanno ottenuto il Premio Montale (1986), il Premio Schiller (1986, 2000), il Premio Dessì (2009), il Premio Lionello Fiumi (2008, 2010), il Premio Prezzolini per la traduzione (1994), il Premio Marazza (2009) e, nel 2007, l’importamte premio letterario svizzero Prix Gottfried Keller per l’insieme dell’opera.
I suoi interventi sulla scuola sono raccolti nel volumetto Una goccia di splendore (Bellinzona, Casagrande, 2008) oggi di grande attualità.

Ora però dovrei dirgli che invece
purtroppo io sono uno che annota
principalmente dei versi,
cose strane che incontro sul cammino,
affioramenti di voce che non so
quasi mai dove portino.
Da Posto di frontiera, inedito 2012

Fabio Pusterla è uno dei più significativi poeti italiani contemporanei. La sua poetica, con gli anni, si è sempre più avvicinata a un'idea di poesia dal forte contenuto civile (si veda in particolare Folla sommersa), nel tentativo di stabilire una comunicazione tra generazioni e civiltà.
Le origini ticinesi segnano significativamente la sua produzione, marcata da quel gusto per il paesaggio e per la quotidianità e ai suoi oggetti, alle vite e alle cose dimenticate. Altro tratto da sottolineare, è la riflessione metalinguistica, che si interroga più volte sul valore del linguaggio nella comunicazione, complessa e perlopiù irrealizzabile.
La poesia di Fabio Pusterla si muove infatti per approdare a una parola originale, ferma, coraggiosa e precisa. Pusterla sembra scavare a fondo nel presente per rintracciarvi i segni di un passato che ritorna a soprassalti; allo stesso tempo, pare ricerchi nel futuro una continuità tra i vivi, i morti e i nascituri che sia in grado di salvare l’autenticità del vivere dal progressivo diluirsi del senso. L’azzardo di tale tentativo è reso felice da uno stile che negli anni è cresciuto in nitore e suggestioni, ponendosi come una delle esperienze poetiche più significative del nostro presente.
I temi fondanti e ricorrenti del suo corpus letterario: aderenza alla poetica degli oggetti, conservazione della memoria, resistenza all’omologazione, accettazione del disagio del vivere, recupero del dialogo tra l’io e il mondo, attenzione all’aspetto psicologizzante o metaforico del paesaggio, riflessione sulla morte e sulla violenza della storia, partecipazione al reale nella sua quotidianità, denuncia ecologica.
Una poesia degli affetti, inoltre, che sa farsi coscienza civile e partecipe al destino di ciascuno e di tutti, anche attraverso la frequentazione assidua di nomi fondamentali della letteratura e dell’arte, come testimoniano i sei saggi dello stesso Pusterla, che cita pittori, scrittori e fotografi rivisitati con percettiva e acuta sensibilità.
(liberamente tratto dal sito direpoesia e lavitafelice)

Se esistessi, vorrei essere laggiù,
dentro il vostro viaggio,
non all’origine ma verso l’orizzonte,
dietro quel mare che raccoglie l’acqua,
evapora e ricade
sulle foglie dei boschi. L’alba, la vostra alba
è in movimento, la mia, falsa,
è fissa in un passato che non c’è; dal mio
deserto

di pietra e di museo, di ferro e d’odio,
guardo al vostro viaggio senza fine,
verso l’alba dell’uomo che verrà, verso quel
mondo
che io non so immaginare e che risplende
distante
a voi, come un’ansia di pace,
splende quando guardate
le stelle e non parlate.
(da “Corpo stellare”)

 

 

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