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Pils Pride 2010 - Lurago Marinone (CO)

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Articolo in: - Mangiare e bere  

Lurago Marinone

La Bussola della Birra 11/05/2010

Pils Pride 2010 - Lurago Marinone (CO) La Bussola della Birra

Parlando della nostra zona, il Pils Pride ricopre un ruolo di primo piano tra gli eventi birrai. Su due giornate, il Pils Pride offre una buona carrellata sul genere, con prevalenza di produzioni italiane e qualche ospite straniero. Il tutto si svolge al Birrificio Italiano di Lurago Marinone (Co), che da solo vanta due delle migliori e più premiate pils italiane (stiamo parlando della Tipopils e della Extra Hop). Dopo la breve introduzione, passiamo a qualche racconto.

 

Noi giungiamo sul posto domenica pomeriggio, verso le 15, mentre sta per iniziare l'incontro-conferenza con degustazione con Giovanni Campari (birraio del Birrificio del Ducato). L'incontro è gratuito e dà la possibilità di assaggiare 3 delle birre presenti, guidati dall'esperienza di Campari, che non manca di dialogare con il padrone di casa Agostino Arioli. Si parte con la tedesca Jever, pils di Baviera, filtrata, di un colore dorato e aspetto cristallino, profumi erbacei e buona amaro (ma non mi è piaciuta particolarmente).

Secondo assaggio è dedicato alla Extra Hop del B.I. Inutile dire che prima ancora di sentire il nome, l'avevamo già riconosciuta, inconfondibile. Qui non potevano non intervenire i birrai del B.I., entrambi presenti. Inizia uno dei racconti che appassionano di più quando si sente parlare di birra. Il viaggio del birraio in Germania per caricare il furgone di fiori di luppolo appena raccolti, il difficile passaggio al confine svizzero, l'evoluzione nella procedura utilizzata per ridurre sempre più al minimo la filtratura per evitare il più possibile di perdere l'effetto dato dal dry hoping. Agostino racconta del filtro oggi a 10 micron e della precisa scelta di volere che sia il sapore del luppolo a prevalere su quello del lievito, senza che vi siano sovrapposizioni. E tra un discorso e l'altro, arriva anche l'annuncio della prossima pils autunnale, l'Imperial Pils, fatta con luppoli verdi e che sarà pronta a novembre. Non vediamo l'ora...

 

Ultimo assaggio è una P.I.L.S. di Pausa Café. Avevamo già parlato di questa birra e ci ha sorpreso ciò che abbiamo trovato nel bicchiere, molto diverso da ciò che avevamo incotrato solo un paio di settimane fa'. Il colore è quasi ambrato, i sentori sono di caramello, marsalato e quelli del malto. Campari percepisce anche un po' di ossidazione, un effetto voluto con il passaggio in botti di rovere di Slavonia. Ce la ricordavamo un po' particolare, ma non così e anche chi l'ha assaggiata altre volte non riesce a far combaciare del tutto le esperienze passate. Ad ogni modo, un birra piacevole, ma una pils piuttosto anomala, anzi si può dire che quella che abbiamo assaggiato ieri non fosse proprio una pils.

Passiamo ora ai nostri assaggi. Passaggio alla cassa: bicchiere con cauzione a 3€ e 10 ticket a 21€ (altrimenti 2,5o € a bicchiere). In ordine assaggiamo: Magutt (Birrificio di Lambrate), Omnia (Babb), Via Emilia (Birrificio del Ducato), Levante (Statale 9), Radeberger Pils (Radeberger), Shoenramer Keller Pils (Shoenramer), Sausa (Vecchio Birraio), Zwickel Pils (Beck Brau).

Come sempre manifestazione ben riuscita. Buona l'organizzazione, buona la scelta delle birre, interessante la conferenza e degustazione sulle pils del tutto libera e gratuita (come sempre sentir parlare i birrai ha il suo fascino e ne vale la pena). A ciò che abbiamo raccontato, si devono anche aggiungere la predegustazione alla cieca del sabato, il banco con luppoli aromatici ed esperto, il cibo, la musica dal vivo (noi abbiamo ascoltato i Milano Jazz Gang) e la presenza di vari personaggi del mondo birraio passati più o meno "a fare un giro", come Massimo Acanfora che ha potuto presentare il suo libro Un'Altra Birra.
Insomma, per concludere, vivamente consigliato passare il prossimo anno per chi se lo fosse perso.

 

Un altro punto di vista (Davide):

 

Antonella ha raccontato molto bene la giornata di domenica facilitandomi il compito di conclusione di questo nostro resoconto. Ieri un vecchio amico di bevute milanesi ha sintetizzato molto bene le sensazioni provate con un semplice ma diretto "è sempre bello qui" .

 

Già, sempre bello il Pils pride, con la sua "gestione" amichevole e casalinga e i vecchi amici da rivedere e salutare. Alla fine credo che più di qualsiasi degustazione, spina, assaggio, evento o quel che si vuole, sia proprio l'ambiente e le sensazioni provate a dare successo o meno a un evento. A me questa giornata piace così.

 

Tralasciando un attimo questa prospettiva, passo a descrivervi anche un qualcosa sulle birre provate (non dovendo guidare ho potuto rilassarmi un attimo in più rispetto al solito). Degli assaggi fatti innanzitutto posso dire con tranquillità che la media era molto buona. La birra Pils è una tipologia che curiosamente ha troppe attenzioni sbagliate (commerciali e industriali soprattutto) e proprio per questo spesso non ottiene i riconiscimenti che merita tra la cerchia degli appassionati di artigianale e qualità.

 

La "regina" della giornata probabilmente è la Zwickel Pils, birra dotata di un equilibrio fantastico e che incarna esattamente la mia concezione di cosa dovrebbe essere una pils (la definizione non è mia ma l'abbraccio volentieri. Altri assaggi di rilievo sono l'Omnia di Babb, con un luppolo molto aromatico e ben bilanciato e la Magutt del Birrificio di Lambrate che invece colpisce subito per il suo carattere deciso e un po' arrogante.

 

Della ExtraHop direi che è anche superfluo parlare (favolosa) e lascerei lo stesso piedistallo alle ottime e premiate Tipopils e Via Emilia.

 

Un po' sottotono alcune produzioni più industriali come la Jever e la Radeberger Pils mentre le uniche "bocciature" della giornata sono probabilmente la Levante e Sausa Pils. Un discorso a parte per la P.I.L.S. del Pausa Caffè. La birra trovata ieri era completamente diversa da quella assaggiata a Suisio da Claudio,.Sicuramente è da considerare una birra particolare per il suo desiderio di essere brassata come nella ricetta "antica" e sicuramente il passaggio in botte dona sapori e colori diversi dalla tradizionale pils. Premesso questo quella di ieri era una cotta sicuramente anomala, fosse eccessivamente caramellizzata in cottura, che mostrava una birra dai profumi dolci e dal corpo maltoso. Godibile, ma sicuramente non era una pils.

 

Finito questo passaggio più istituzionale non posso che chiudere con un sorriso di soddisfazione per la manifestazione vissuta. Nei prossimi mesi abbandonerò l'esilio montano e tornerò a vivere più vicino al Birrificio e a eventi e persone come quelle di ieri. Menomale.

 

 

  http://www.labussoladellabirra.it/diario-di-bordo/#...]

 

 

 

 

 

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