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TARSU o TIA?

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Articolo in: - Comunicati   - Politica  

Solaro

IDV Solaro 10/05/2010

TARSU o TIA? IDV Solaro

Per il 2010 l'Amministrazione Comunale ha previsto di non concedere più l'esenzione sulla tassa sui rifiuti TARSU per box, cantine ed aree scoperte, applicando la medesima aliquota utilizzata per le aree abitative.

 

Per il 2010 l'Amministrazione Comunale ha previsto di non concedere più l'esenzione sulla tassa sui rifiuti TARSU per box, cantine ed aree scoperte, applicando la medesima aliquota utilizzata per le aree abitative.

A ciò si sono opposti Lega e Pdl, contenstando che si paghi 1,10 al mq sia per l'abitazione che per box, cantine e aree scoperte, che per il loro utilizzo produrranno sicuramente meno rifiuti di un'abitazione.

Fin qui, nulla questio su quanto eccepito da Pdl e Lega. Ma resta un dato di fatto: togliere l'ICI, l'unica tassa federale ha provocato sicuramente un ammanco nelle casse comunali. Alcuni diranno che però l'ICI è stato rimborsato dallo Stato ai comuni. Non è proprio così! E' stato rimborsato in parte e non in toto.

Detto questo, si deve valutare come recuperare questi introiti mancanti, da un lato aumentando le tasse, dall'altro diminuendo le spese. Lega e Pdl si sono lamentati del fatto che le tasse siano aumentate, ma non hanno prospettato nessuna soluzione per ridurre le spese. Un conto è opporsi, un altro è farlo in modo costruttivo.

Ora di seguito vi spiegherò qual'è la soluzione che IDV propone.

Oggi a Solaro la tassa sui rifiuti applicata è la TARSU. Cioè, una tassa che si basa sulla riscossione di un'aliquota in base ai metri quadri occupati. Sostanzialmente 1,10 € al mq.
Questa tassa è inefficiente ed ingiusta, poichè tratta allo stesso modo chi differenzia in modo più efficiente producendo molti meno rifiuti indifferenziati.

Esiste un altro tipo di tassa applicabile: la TIA. Questo tipo di tassa è composta da una parte fissa, determinata in relazione alle componenti essenziali del costo del servizio, riferite in particolare agli investimenti per le opere e dai relativi ammortamenti e allo spazzamento, e da una parte variabile, rapportata alle quantità di rifiuti raccolti, al servizio fornito e all'entità dei costi di gestione.

In particolare la parte variabile può essere imputata ad ogni abitazione in base ai rifiuti indifferenziati prodotti. E' sufficiente mettere sui sacchi della raccolta indifferenziata un codice a barre. I cittadini pagheranno in base a quanti sacchi di rifiuti indifferenziati hanno prodotto in un anno.

E' evidente che se i cittadini sono incentivati a diferenziare e a produrre meno rifiuti indifferenziati, da un lato l'amministrazione incamererà i proventi derivanti dalla maggior quota di prodotto ricilabile prodotto, dall'altro ridurrà le spese di gestione dovendo trattare una minor quota di rifiuto indifferenziato.

Ma gli interventi possibili non si riducono a ciò, infatti come ho già scritto tempo fa su questo blog, si può introdurre l'iniziativa Rifiuti Zero, con la quale è possibile arrivare a non produrre rifiuti. Questa iniziativa si basa sulla politica delle tre R che verte su tre punti cardine: Riutilizzare, Ridurre e Riciclare.

Vediamo in tal ottica come potrebbe muoversi l'Amministrazione Comunale:


    • il primo punto, Riutilizzare, significa trovare il modo di reimpiegare quegli oggetti che non usiamo più. L'Italia dei Valori, in preparazione alle elezioni amministrative, ha partecipato a redarre il programma della lista Insieme per Solaro di cui fa parte. Nel programma, io ho proposto, al punto 65 il seguente periodo: "verificare la possibilità di inserire [nella piattaforma ecologica n.d.r.] un'area per il libero scambio di oggetti funzionanti e riutilizzabili", questo significa adibire un'area della piattaforma a deposito di televisori, pc, cellulari ecc... che pur essendo funzionanti non utilizziamo più e che altri potrebbero recuperare gratuitamente.

    • Il secondo punto, Ridurre, significa eliminare tutto ciò che è superfluo. Ciò che più incide nell'inquinamento sono gli imballaggi. In tal ottica l'Amministrazione Comunale potrebbe incentivare gli esercizi pubblici ad esporre prodotti sfusi (senza imballaggi), il che si tradurrebbe anche in una significativa riduzione del prezzo delle merci, che in un periodo di crisi come questo comporterebbe un forte aiuto alle famiglie. Inoltre, si potrebbero incentivare la formazione di gruppi di acquisto solidale (GAS) e il consumo di prodotti locali (abbattendo così anche il costo del trasporto). Infine, accanto all punto acqua in comune appena realizzato, si potrebbe costruire un distributore del latte. In questo modo i cittadini, oltre ad eliminare l'acquisto di acqua in bottiglie di plastica, potrebbero eliminare anche quello del latte in cartone o in bottiglie di plastica, recandosi con i propri contenitori (anche qui si avrebbe una sensibile riduzione del prezzo del prodotto) presso il distributore.

    • Il terzo punto, Riciclare, significa fare una seria raccolta differenziata spinta che comporti una bassissima percentuale di frazione secca indifferenziata la quale potrebbe essere trattata con sistemi alternativi al classico inceneritore, o stoccaggio in discarica. A tale scopo è indispensabile passare dalla TARSU alla TIA! Inoltre, per quanto concerne il trattatamento della frazione secca restante, esistono sistemi che dopo aver ulterirormente frazionato l'indifferenziata sono in grado di trasformare il residuo in resine inerti utili nell'edilizia. L'Italia è leader in tale settore con l'impianto di riciclaggio di Vedelago.













 

 

  http://idvsolaro.blogspot.com/2010/05/tarsu-o-tia.#...]

 

 

 

 

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