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Tempo di bilancio

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Articolo in: - Comunicati  

Saronno

Mario Santo, assessore alle Risorse economiche 20/06/2013

Tempo di bilancio Mario Santo, assessore alle Risorse
Ad aprile il Consiglio Comunale ha approvato il bilancio consuntivo 2012 della città: si è chiuso in pareggio e per la prima volta, dopo tanto tempo, è stato possibile fare in modo che le entrate dell'anno fossero sufficienti a coprire le relative spese senza utilizzare risorse destinate agli investimenti. Si tratta di una condizione importante che facilita il ritorno alla normalità nella gestione della città. Il bilancio 2012 è risultato più piccolo di quello dell'anno precedente: le entrate sono diminuite di poco meno di mezzo milione di euro, ma anche le spese sono calate, in misura maggiore, pari a 1,2 milioni.
 

Quello ottenuto è un obiettivo al quale l’Amministrazione ha cominciato a lavorare fin dal 2010, anno a partire dal quale le entrate hanno iniziato a diminuire gradualmente, come differenza tra tagli operati annualmente dal Governo e nuovi apporti forniti dai cittadini. Lo Stato nel 2010 versava, infatti, al Comune circa 10,6 milioni come quota di sua spettanza sulle entrate fiscali. Oggi l’importo è più che dimezzato e tende chiaramente a zero.

Quanto alle spese, al netto degli aumenti dei costi delle forniture al Comune dei principali servizi, risultano ridotte di oltre 2,6 milioni. Non sono stati ridotti, al contrario, i servizi forniti dal Comune alla cittadinanza.
A parere degli Uffici tecnici comunali, Saronno avrebbe bisogno, per mantenere le infrastrutture cittadine a ragionevoli livelli di funzionalità, di nuovi investimenti per almeno otto o dieci milioni ogni anno. L’Amministrazione, nel triennio 2010/2012, ha potuto contare su risorse per 4,5 - 5,0 milioni anno. Si potrà tornare ai livelli necessari solo con bilanci in ordine e la ripresa della crescita.
Uno dei problemi più gravi che il nostro Paese deve fronteggiare è il ritardo crescente con il quale i Comuni – ma anche le Regioni e lo stesso Governo – pagano i fornitori delle opere pubbliche, che per questo motivo, hanno spesso rischiato il fallimento. Il ritardo nei pagamenti è dovuto certamente alla scarsità di risorse finanziarie, ma ancora di più all’obbligo che i Comuni hanno di riservare una parte delle risorse che ottengono dai loro bilanci, al rimborso anticipato di quote del Debito Nazionale. Il contributo di Saronno, tra il 2010 e il 2012, è stato dell’ordine di 1,2 milioni all’anno: anche in questa circostanza Saronno ha tenuto comportamenti migliori di tante città lombarde. A fine 2012 i debiti verso fornitori di opere pubbliche erano di ammontare modesto e sono stati interamente pagati nei primi mesi dell’anno in corso. Per il futuro i pagamenti saranno eseguiti alle normali scadenze di mercato.

Per arrivare a questo punto ci sono stati sacrifici per tutti, a partire dai dipendenti comunali che hanno accettato di fare di più in cambio di meno. Anche i cittadini hanno fatto la loro parte: in occasione dell’introduzione dell’IMU (imposta su abitazione e fabbricati) nel 2012 hanno pagato circa 10,0 milioni di euro di nuove tasse, che sono andate per oltre il 90% direttamente allo Stato. Questo deve farci ricordare che se la “barca comunale” sta a galla, fuori c’è ancora e forte la tempesta.
Un segno di questa tempesta “sociale” possiamo coglierlo nel grande impegno dei nostri Servizi Sociali nel fare in modo che anche i più deboli fra quanti sono parte della Comunità cittadina, quali che siano le vicende della vita, non
finiscano in situazioni di “dipendenza assoluta”. Dove c’è povertà non c’è libertà e dove manca per questa ragione la libertà, manca la democrazia.

Ai Servizi Sociali il nostro Comune destina una quota percentuale doppia di risorse rispetto alla media dei Comuni lombardi e queste risorse tendono a crescere anno dopo anno.
Per il 2013, come avvenuto per gli anni passati, il Governo ci chiede di partecipare al contenimento del Debito Nazionale, con 1,3 milioni di euro. Questo vuol dire che se nel 2012 abbiamo chiuso il bilancio in pareggio, il 2013 si è aperto ancora una volta con un disavanzo che bisognerà colmare. Concorrono a questa situazione non solo il taglio alle entrate operato dal Governo, ma anche i minori contributi della Regione Lombardia per gli asili comunali, la diminuita capacità delle Famiglie di partecipare alla copertura delle spese e altre ragioni. A tutto questo va aggiunto che alcune forze politiche chiedono, in questi giorni, allo Stato di rimborsare l’IMU pagata dai cittadini nel 2012 per l’abitazione principale. Lo Stato, in attesa di decidere sulla questione, ha sospeso il pagamento ai Comuni dell’IMU 2013, con il risultato che alle casse comunali mancano, non sappiamo se provvisoriamente o definitivamente, circa 1,4 milioni corrispondenti alla rata di giugno dell’IMU sulla abitazione principale.

E siccome i problemi non arrivano mai soli, nel 2013 dovremo fare i conti con l’aumento del costo di alcuni servizi essenziali, come ad esempio la Nettezza urbana per la quale entrerà in vigore a fine anno la TARES (tassa sui rifiuti e servizi) che in parte finanzia ancora una volta lo Stato. Il lavoro, insomma, non è terminato.

 

Mario Santo
Assessore alle Risorse economiche,
Lavoro, Commercio, Attività produttive
e Società partecipate

 

 

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