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Torna "Obesity Day" il 10 e 11 ottobre e "pesa" gli italiani.

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Articolo in: - Comunicati   - Editoriali  

Saronno

ADI / obesityday.org 06/10/2010

Torna "Obesity Day" il 10 e 11 ottobre e "pesa" gli italiani. ADI / obesityday.org

Brave le donne "anta", hanno imparato la lezione. Gli uomini in picchiata libera. Dieci anni di "Obesity Day": un Rapporto, regione per regione, fotografa l'Italia sulla bilancia. Tante sorprese, due sole conferme: i bambini sono sempre più 'pesanti' e cresce la domanda di "bisturi facile". Domenica e lunedì "porte aperte" nei Centri pubblici di Dietetica con consigli e informazioni gratuiti: un appuntamento da non perdere.

 

A Saronno il 10 ottobre:
Presso il Centro per la Diagnosi e Cura dell'Obesità UO Medicina Osp. Saronno

Responsabile:
M. Colzani

Collaboratori:
L.Sali, A.Troisi, V.Vinci
Dietisti:  A. Pattaro

Prestazioni
 - Terapia dietetico-comportamentale individuale e per gruppi.
 - Programmi di educazione per gruppi a cadenze quindicinali per complessivi 16 accessi settimanali

Modalità di accesso
 - 1° accesso mediante impegantiva medica del MDG
 - Controlli e terapia di gruppo a prenotazione diretta

Iniziative:
- In occasione dell'Obesity Day 10.10.09 dalle ore 10 alle ore 17.30 verrà allestito in Piazza Volontari del Sangue a Saronno un punto informazione ove sarà possibile avvalersi della consulenza degli operatori dell'Ambulatorio dell'Obesità ed effettuare rilevazione di peso, circonferenze,valori glicemici

Vision
- 4 ore settimanali per valutazioni individuali(prime visite e controlli)
- 2 ore settimanali per terapia di gruppo


Indirizzo
Pz.Borella 1 - 21047, Saronno (VA)
Telefono: 02.9613293-337
E-mail: micolza@tin.it

 

 

  http://www.obesityday.org/#...]

 

COMUNICATO STAMPA

 

Rivincita, e che rivincita, a colpi di dieta. Quella che si sono presa le donne, dal 2000 ad oggi, da quando
Obesity Day” ha cominciato a monitorare il “pianeta obesità, con campagne di educazione, come avverrà
anche quest’anno il 10 e l’11 ottobre. Erano largamente più grasse degli uomini all’inizio del secolo, negli
anni non sono dimagrite ma nemmeno cresciute di peso. E questo è già un dato positivo.

Gli uomini, invece, sono crollati. E’ un ribaltone quello che si è avuto nell’età fra i 35 e i 74 anni, la fascia che le statistiche indicano come quella con il maggior numero di persone obese e in sovrappeso. Prendendo in considerazione tutta la popolazione, la situazione non è certo tranquillizzante: un italiano su dieci è obeso e uno su tre in sovrappeso. Qualche miglioramento, nel decennio, al Nord e segnali buoni vengono dal Sud. Quella che non dà segni di miglioramento, anzi peggiora, è la fascia infantile con un’escalation dell’eccesso ponderale quasi inarrestabile. In dieci anni di “Obesity Day” il panorama dei comportamenti si è arricchito di contraddizioni.
Cresce la cultura della linea nei due sessi, anche se prevalgono ancora le motivazioni estetiche, ma non si abbandonano antiche abitudini a tavola, specie gli anziani. Si aspira a scendere di una taglia ma si continua a preferire la poltrona alla passeggiata nel tempo libero. Si è compresa l’importanza della dieta ma ci si affida a fai da te, Internet ed improvvisati esperti. Ultima contraddizione: quando “Obesity Day” debuttò, nessuno parlava di obesità, ora le Istituzioni sono più sensibili al problema ma possono fare poco per problemi di budget. «E’ il bilancio di un’Italia sulla bilancia a macchia di leopardo, regione per regione, che emerge dal Rapporto redatto dall’Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica - ADI, alla vigilia di “Obesity Day 2010” che il 10 e l’11 ottobre apre le porte, come avviene da dieci anni, delle Unità Operative di Dietetica e Nutrizione Clinica e delle Unità di Nutrizione Ospedaliere e Territoriali dell’ADI. Gli esperti saranno a disposizione per consigli e informazioni gratuiti, “Prendiamoci cura di te” recita lo slogan di quest’anno. Un’occasione da non perdere per chi, da anni, è in guerra con la bilancia» afferma Giuseppe Fatati, Presidente dell’ADI in occasione della conferenza stampa di presentazione a Roma. Per conoscere i Centri, regione per regione, visitare il sito www.obesityday.org. Una conferenza stampa con tanti altri importanti annunci. File di obesi davanti alla camera operatoria in attesa del bisturi. «Hanno bisogno dell’operazione- dice Pierluigi Marini dell’Azienda S. Camillo Forlanini di Roma - un milione e mezzo di italiani, ma si eseguono solo seimila interventi l’anno e di questi quasi tutti in Lombardia, uno su tre. E intanto si espande la richiesta di una scorciatoia al posto dei sacrifici, e cioè il “bisturi facile”, tante donne anche giovanissime. E poi la sorpresa: lo stress, anticamera dell’obesità, ora si può misurare, un’altra via per la linea e la salute», come annuncia David Lazzari, Presidente della SIPNEI.

La rivincita delle donne. «Sono confermate sul Territorio- e il Rapporto ADI lo documenta- le cifre dell’Osservatorio Epidemiologico Cardiovascolare che, confrontando la realtà del 1998 con quella di dieci anni dopo, mette in risalto il salto di qualità delle donne e la crisi degli uomini. Nella fascia di età fra i 35 e i 74 anni, quella ritenuta sempre più “pesante”, le donne obese erano 24 su cento, ora sono sempre a quota 24, non sono dimagrite ma neppure cresciute di peso. Al contrario, gli uomini obesi che erano 19 su cento, molto al di sotto delle coetanee, ora sono schizzati a quota 25, uno su quattro. La donna ha preso più consapevolezza del proprio fisico, gli uomini- commenta Giuseppe Fatati- sono diventati schiavi del lavoro: fanno poco moto e pranzano fuori casa con l’ “insalatona” credendo, erroneamente, di fare una dieta. Una realtà, come evidenzia il Rapporto, quasi uguale in tutta Italia, con la Toscana e l’Emilia Romagna in controtendenza. In una visione complessiva, un italiano su dieci è obeso e uno su tre in sovrappeso. Solo gli obesi sono 4 milioni e 700 mila, come se fossero obesi tutti gli abitanti, messi insieme, di Roma, Milano, Bari e Bologna. “Obesity Day 2010” vuol dare consigli e far crescere la sensibilità della popolazione ma lancia anche un appello alle Istituzioni chiedendo, davanti ad un’emergenza come l’obesità, gli stessi provvedimenti presi per altre emergenze: finanziamenti, piani e posti letto». Grasso da piccolo, grasso da adulto: l’amara realtà italiana.

Che in Italia i bambini in eccesso ponderale fossero a livello di guardia, si sapeva, ma la situazione sta peggiorando, migliora solo in Basilicata, addirittura la Campania - 18 bambini su cento in sovrappeso, 21 obesi- detiene la “maglia nera” in Europa. Il dramma italiano è nelle cifre: fra i bambini dai 6 agli 11 anni, 24 sono sovrappeso e 12 obesi. Un esercito di 138 mila piccoli in eccesso sulla bilancia, come se Milano e Trieste fossero popolate solo da bambini grassi. Un dato sorprende: quattro madri su dieci dicono di non rendersi conto che il proprio figlio è di gran lunga sopra la norma. Un bisturi chiamato desiderio. «C’è la folla davanti alla sala operatoria per la chirurgia dell’obesità. Ma per entrare- dice Pierluigi Marini, Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Chirurgia Endocrina e Bariatrica, Azienda Ospedaliera S.Camillo -Forlanini di Roma - si attende da sei mesi a due anni. In sala d’aspetto un milione e mezzo di obesi gravi (80 su cento donne) che hanno bisogno del bisturi, un esercito. Riescono ad entrare in seimila l’anno, uno su tre in Lombardia (31,7 per cento del totale): insieme a Lazio, Emilia Romagna, Veneto, Toscana e Sicilia si copre oltre l’80 per cento delle operazioni. Sono le donne in stragrande maggioranza a chiedere l’intervento operatorio, in prevalenza fra i 30 e i 50 anni.
Nonostante la constatazione che i costi per la collettività legati all’obesità e al sovrappeso sono più alti di quelli dovuti a fumo, alcolismo e povertà, le operazioni di chirurgia bariatrica in Italia sono stazionari da anni. Basta dare uno sguardo alle cifre che emergono dai DRG per constatare che i numeri sono contenuti. Si passa da 4264 interventi nel 1999 a 6027 nel 2008. L’attuale risposta all’obesità fornita dalle strutture sanitarie è inadeguata. Nell’attuale scenario nazionale possiamo pensare a questa distribuzione d’interventi: 45% bendaggio gastrico, 25% gastric by pass, 25% sleeve e 5% diversione bilio pancreatica». Cresce la richiesta del bisturi facile. «Aumenta la richiesta del “bisturi facile”, soprattutto donne fra 25 e 45 anni, quella fascia di età che - aggiunge Pierluigi Marini - avendo avuto la consapevolezza che la linea è saltata o sta per saltare e che oggi l’apparire è un biglietto da visita molto gettonato, chiede l’intervento del bisturi. Ma non ci sono le condizioni cliniche che sono ben precise. Aumenta la richiesta di eliminare i chilogrammi in più fra i giovanissimi che avvertono, nella vita di relazione quotidiana, il disagio di essere grassi. E poi i modelli davanti ai loro occhi non sono certo di persone con le taglie abbondanti. Un confronto cui le donne, ma non mancano gli uomini, resistono con grande difficoltà». La “bilancia dello stress”. «Lo stress di per sé - dice David Lazzari, Presidente della Società Italiana di PsicoNeuroEndocrinoImmunologia (SIPNEI), Presidente dell’Associazione Italiana di Psicologia Sanitaria e Responsabile del Servizio di Psicologia dell’Azienda Ospedaliera “S.Maria” di Terni - è una risorsa per l’uomo, diventa un guaio quando è eccessivo o cronico. E diciamo anche che la “bilancia dello stress” non è un oggetto. E’ un modello scientifico che consente al medico e allo psicologo, di misurare, quindi di pesare, lo stress di ogni singolo individuo. Invece dell’ago che indica i numeri, ci sono test che invece dei kilogrammi esprimono valutazioni cliniche. La “bilancia dello stress”, ma la potremmo anche chiamare la “bilancia della mente”, è quindi diversa da quella che pesa il corpo. Questa è utile, preziosa, ma non basta. Bisogna misurare i nostri livelli di stress e, di conseguenza, studiare le possibilità di cambiamento, cioè imparare a comportarci in modo da non ingrassare. Lo stress e le emozioni negative, se eccessive e croniche, innescano una serie di processi negativi a livello biologico e psicologico che aprono una serie di strade verso l’obesità.
L’interazione mente-cervello-corpo e assunzione e assimilazione del cibo si modificano. Quando viviamo uno stress cronico si verificano modificazioni a livello dei circuiti cerebrali, tra i quali quelli che regolano la fame e la sazietà. Un’iperattivazione del sistema simpatico, quello che fa partire la tensione. Siamo all’anticamera dell’obesità perché è ormai accertato che l’iperattività simpatica favorisce il peso eccessivo dell’organismo: l’ormone dello stress, come il cortisolo, stimola la fame e, nel tempo, favorisce l’accumulo di grasso e l’iperinsulinismo. Inoltre lo stress favorisce i comportamenti di accumulazione e la sedentarietà».

L’obeso” pesa” molto sulla Sanità. La Scuola Superiore S. Anna di Pisa e la Bocconi si sono messe a fare i conti. L’obesità in Italia, fra costi sanitari, considerando le malattie correlate, e non, pesa sul bilancio per 8,3 miliardi di euro. In dettaglio, una persona obesa costa allo Stato 1700 euro in un anno. Davanti a questa realtà è prezioso il ruolo di “Obesity Day”. L’ADI e l’Obesity Day L'Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica (ADI) è una società scientifica senza fini di lucro che raggruppa fra i soci esperti della nutrizione (medici e dietisti) che operano nelle strutture sanitarie ospedaliere e territoriali. Nell'ambito delle strutture sanitarie l'Unità Operativa di Dietetica e Nutrizione Clinica rappresenta la struttura di riferimento per tutte le problematiche nutrizionali. Uno dei settori di maggior interesse delle UOA di Dietetica è rappresentato dai pazienti affetti da sovrappeso e obesità. Da dieci anni ‘Obesity Day’ è una “giornata per il paziente”- quest’anno si tiene il 10 e l’11 ottobre ma non tutti i Centri in tutta Italia sono aperti nelle stesse date e quindi è consigliabile visitare il sito www.obesityday.org- durante la quale i centri ADI sono a disposizione per erogare gratuitamente interventi di informazione/educazione riguardanti il tema della giornata.

 

 

 

 

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