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Trenitalia, il dramma dei pendolari di Milano: biglietti al bar, multe e controllori (in)clementi

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Articolo in: - Editoriali  

Dall'Italia e dal mondo

Giulia Bendinelli - economiaefinanza.blogosfere.it 25/02/2010

Trenitalia, il dramma dei pendolari di Milano: biglietti al bar, multe e controllori (in)clementi  Giulia Bendinelli -

"Milano, stazione di Corbetta-Santo Stefano, lunedi mattina, ore 7.50. Aspetto il treno delle 8.10 per andare a a Milano. Devo fare il biglietto come sempre al bar della stazione, preso d'assalto dagli altri pendolari. Mi metto in fila. E' da due anni che le macchinette automatiche non funzionano.

 

A sorpresa noto che il treno delle 8.10 arriva con ben 5 minuti d'anticipo. Corro, salgo sul treno e così fanno gli altri. Una volta a bordo ci si domanda a vicenda se quello sia il treno delle 8.10, increduli sull'anticipo, essendo abituati a frequenti ritardi. Sì, è quello. Una volta salita in vettura, cerco il controllore per poter fare il biglietto. Lo trovo e scopro che, se voglio il biglietto devo pagare una sovrattassa di 5 euro. Ovvero: per una tratta di 25 minuti dovrò spendere la bellezza di 7 euro e 50. Spiego che non è colpa mia se le macchinette non funzionano e il treno è arrivato in anticipo, ma il controllore che non ammette repliche aggiunge: 'Preferiva una multa?'".

Questa è una delle testimonianze che abbiamo raccolto tra i pendolari di Milano e hinterland che quotidianamente si trovano a dover affrontare viaggi medio-lunghi per raggiungere il posto di lavoro o il luogo di studio. Secondo l'ultimo rapporto 2009 di Legambiente della campagna "Pendolaria", solo in Lombardia sono 560 mila i cittadini che ogni giorno sono costretti a viaggiare sulle tratte regionali. I pendolari lamentano ritardi, soppressioni immotivate dei treni, scarse condizioni igieniche.
A queste si aggiungono la mancanza di sicurezza dovuta alla poca manutenzione dei convogli, l'affollamento dovuto a ritardi e all'esiguo numero di carrozze e l'esistenza di stazioni fantasma senza personale a cui potersi rivolgere e dove le macchinette automatiche non funzionano nel 90% dei casi.


"Una domenica mattina sono andato alla stazione di Caronno Pertusella per fare l'abbonamento settimanale. La macchinetta automatica è fuori uso. In serata torno in stazione, ma la situazione è identica. L'indomani arrivo in stazione un quarto d'ora prima sperando che funzioni, ma niente da fare. Da quando non c'è più personale è diventata un porcile. Una delle due porte d'entrata è rimasta fuori uso per 2 mesi. Non c'è ascensore per i disabili." (tratta dal sito Il Pendolare)

Il problema delle stazioni fantasma non è solo prerogativa dei paesi ai confini della metropoli perché anche a Milano città casi come questi sono tutt'altro che rari. Nelle stazioni di piazza della Repubblica e di Lancetti, ad esempio, oltre a mancare il personale, le macchine automatiche rimangono fuori servizio anche per periodi molto lunghi. Con l'aggravante che, nei dintorni, non c'è possibilità di comprare i biglietti.

E il pendolare che si trova a dover viaggiare senza per cause che dipendono solo da un disservizio, non potrà che rimettersi alla sensibilità del singolo controllore perchè sarà proprio a discrezione di quest'ultimo se fargli pagare o meno la "sovrattassa". Ed è meglio avvisare subito il controllore o altrimenti il rischio potrebbe anche essere una multa di 50 euro.

Mentre in Lombardia si investono grosse somme di denaro per finanziare l'alta velocità, le linee di trasporto regionale continuano ad essere penalizzate e le difficoltà denunciate tantissime. Michele, un giovane pendolare della tratta Lecco-Carnate-Milano, spiega che da quando hanno iniziato a circolare regolarmente i Freccia Rossa Roma - Torino, le corse dei regionali sono state drasticamente ridotte e così sono aumentati i ritardi. E le alternative per i pendolari sono due: arrivare sul posto di lavoro molto prima o molto dopo. "Prima ad Olgiate, da cui parto, potevo scegliere di prendere o il treno delle 7.07 o quello delle 7.21 per potere arrivare a Milano tra le 8 e le 8.30. Ora sono costretto a prendere quello delle 6.59 se voglio arrivare in orario. Vista la frequenza dei ritardi, infatti, non posso permettermi di rischiare".

A riprova di queste numerose difficoltà, Legambiente ha registrato sul territorio lombardo la presenza di ben 15 realtà, tra associazioni e comitati, che si battono per il miglioramento del servizio ferroviario.
E in rete, tra siti e blog, molto si discute dei problemi dei trasporti regionali. Il popolo dei pendolari ha voglia di raccontarsi e di condividere le sue esperienze con chi ha le stesse problematiche, speranze, rabbie. Il Pendolare è solo uno dei tanti luoghi virtuali dove si ritrovano.

 

 

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