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Educare con lo sport, una opportunità da cogliere

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minirugby.it / Walter Brandani 2012-03-21

La pratica sportiva rappresenta un elemento fondamentale per lo sviluppo psicofisico dei bambini e un'opportunità per confrontarsi con alcuni importanti valori quali amicizia, solidarietà, lealtà, lavoro di squadra, autodisciplina, autostima, fiducia in sé e negli altri, rispetto degli altri, leadership, capacità di affrontare i problemi etc. Non poco, se pensiamo a quanto ci sta a cuore l'educazione dei nostri figli.


Eppure molti bambini abbandonano dopo pochi anni la pratica sportiva perdendo così un importante occasione educativa. Avviene anche nel rugby, dove pure l'attenzione a questi aspetti non manca. Sono considerazioni queste, sulle quali ci siamo esposti più volte.
Il 13 aprile prossimo, a Cogliate (MB), si terrà una conferenza pubblica dal titolo “Educare con lo sport”, al centro della quale ci sono proprio queste considerazioni. Relatore sarà il prof. Raffaele Mantegazza, professore di Pedagogia presso l'Università di Milano Bicocca.
L’iniziativa è rivolta a genitori, insegnanti, educatori, allenatori, dirigenti sportivi  e tutte le persone interessate agli aspetti educativi della pratica sportiva e mira non solo riportare al centro della pratica sportiva il tema dell’educare ma anche riflettere su come vivono i bambini lo sport e quanto le proposte sportive che ricevono siano veramente a misura di bambino.
A promuoverla Walter Brandani - insegnante, educatore professionale e mediatore familiare - e un pool di realtà impegnate sul territorio brianzolo, tra le quali anche gli animatori della squadra scolastica di rugby e l’Istituto Cesare Battisti di Cogliate, Rugby Lainate, Rugby Seregno.

Abbiamo chiesto a Walter Brandani di dedicarci qualche minuto per rispondere ad un paio di domande.
- La prima un po’ provocatoria: quanto sono davvero consapevoli i genitori nella scelta dello sport per i loro figli?

“Quando i genitori scelgono uno sport per i propri figli generalmente tengono conto degli aspetti praticiorganizzativi (orario e vicinanza struttura) e delle richieste del bambino. Tener conto solo di questi due aspetti mi pare riduttivo, soprattutto è riduttivo “assecondare” le richieste di bambini che tendono a praticare sport per imitazione (quello che fanno i compagni, quello che è più conosciuto o diffuso, ecc). I genitori nel proporre uno sport ai propri figli devono essere consapevoli soprattutto delle valenze pedagogiche che lo sport proposto offre.
Lo sport può rappresentare uno strumento educativo preziosissimo che accompagna il bambino nel suo delicato percorso di crescita psicofisico, ecco perché è fondamentale che i genitori non valutino solo quale sport proporre e dove si trova la società, ma piuttosto si dovrebbe chiedere’ in quale società sportiva iscrivo mio figlio?’
Scegliere una società sportiva ( e sottolineo ‘scegliere’)  per un bambino vuol dire trovare una agenzia educativa che collabori con i genitori nella formazione di alcuni aspetti fondamentali per la crescita come:  la socializzazione con i pari , l’autonomia, la disciplina, la solidarietà  , la gestione delle frustrazioni, il concetto di limite,  di vittoria e di sconfitta, ecc.
Quindi i genitori dovrebbero sempre conoscere di una società sportiva la dirigenza, gli allenatori e il gruppo dei genitori per capire i principi educativi reali (non solo quelli dichiarati) che caratterizzano l’ ambiente sportivo dove il proprio figlio andrà a giocare, divertirsi e fare sport.

- La seconda: educare con lo sport cosa significa?
“Ogni adulto (genitore, allenatore, dirigente, ecc) che propone uno sport a dei bambini dovrebbe essere sempre essere consapevole che fare sport vuol dire anche educare, tenendo presente questi ‘elementari’ obiettivi:

Valorizzare lo sport come momento educativo di apprendimento di socializzazione e di integrazione
Educare ad una competizione sana nel rispetto del compagno di gioco (anche “l’avversario” è un compagno di gioco!)
Educare ad una sana vittoria e sconfitta
Promuovere l'acquisizione di corretti stili di vita
Educare al rispetto delle regole

Tener presente almeno questi obiettivi educativi vuol dire per le società sportive proporre un progetto educativo e degli allenatori che devono essere anche educatori.
All'allenatore, anzitutto, sono affidati bambini e adolescenti, prima ancora che atleti. E’ necessario dunque che l’allenatore sia  prima di tutto un ‘buon’ esempio e promotore di ‘sani’ principi e non solo allenatore di muscoli. L’allenatore al quale sono stati affidati minori, deve avere sia le conoscenze tecniche di quella specifica disciplina sportiva che le conoscenze psicopedagogiche utili per allenare dei bambini o adolescenti. Si deve tentare quindi di passare dall’allenatore (solo tecnico) all’allenatore-educatore (anche tecnico).


Informazioni
"Educare con lo sport"
conferenza pubblica,
13 aprile 2012 alle ore 21.00, presso il  Centro Culturale Ferraroli di P.zza Giovanni XXIII a Cogliate (MB)
Info: rugbycogliate@gmail.com

 

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