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Comunicato stampa del Comitato del Saronnese per l'Acqua Bene Comune

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Roberto Guaglianone - Comitato del Saronnese Acqua Bene Comune 2012-05-11

Sono passati dieci giorni da quando il sindaco di Saronno, dottor Luciano Porro, ha ricevuto la lettera aperta del Comitato del Saronnese per l'Acqua Bene Comune, in cui gli chiedevamo di rispondere ad alcune domande e a prendere impegni concreti sul versante della ripubblicizzazione del Servizio Idrico Integrato nel nostro territorio, in ottemperanza alla mozione approvata dalla sua amministrazione lo scorso 11 aprile.
Nessuna risposta è pervenuta ufficialmente, ad oggi, dal primo cittadino, a nome della maggioranza che rappresenta.


Nel frattempo abbiamo incontrato alcune delle forze politiche di maggioranza che hanno dimostrato maggiore vicinanza alle posizioni espresse dal Comitato nel Consiglio Comunale e abbiamo appreso che il Comune di Saronno ha dato mandato all’avvocato di Lurambiente (già presentatore del ricorso al TAR contro le delibera di giunta per l’affidamento del SII provinciale a gestore unico SpA in house) di presentare per conto dei comuni soci della SpA la domanda alla Regione Lombardia per il riconoscimento dell’Ambito Territoriale Ottimale del Saronnese.
Tuttavia sarebbe allo studio del sindaco un’opzione di “rinforzo” dell’ambito attraverso il coinvolgimento di altri comuni limitrofi, afferenti al bacino idrografico del Bozzente. Si tratterebbe di ampliare il nuovo ATO da 9 a 27 comuni, anche delle provincia di Milano, entro fine mese.

Per questo motivo torniamo a chiedere al Sindaco di Saronno tre cose:

1) pur non essendo i paladini del nuovo ambito, ruolo che lasciamo volentieri all’amministrazione comunale, chiediamo che il Sindaco chieda l’autorizzazione all’ambito nella versione a nove comuni prevista dalla mozione. Non vorremmo che si andasse verso un’opzione impossibile da percorrere (il mega-ambito a 27 comuni), per poi poter dire “avevamo fatto di tutto, ma non è andata bene” e lasciare tutto come prima (ATO provinciale);

2) nel concentrare le sue energie sul coinvolgimento degli altri otto comuni del bacino di Lurambiente, il sindaco rispetti dei criteri di fondo per la loro consapevole adesione: chieda immediatamente (entro la riunione coni sindaci di giovedì prossimo), che si passi, come avvenuto a Saronno, dal Consiglio Comunale per la ratifica di tale decisione. Perché la partecipazione è importante e in una azienda speciale sarebbe stato obbligatorio. Ma le società in house, quale è Lurambiente SpA,  non avevano il famoso “controllo analogo”?

3) ci faccia sapere se ha intenzione oppure no di organizzare, come da noi richiesto, il convegno sulla ripubblicizzazione del Servizio Idrico Integrato, per il quale garantiremmo la massima collaborazione, dove si approfondisca la modalità di gestione del servizio attraverso l’azienda speciale consortile, che – torniamo a ribadire – è L’UNICO ENTE NON AVENTE FINALITA’ PRIVATISTICHE tra quelli previsti dalla legge e quindi L’UNICO IN LINEA CON IL DETTATO REFERENDARIO.
A questo scopo in questi giorni stiamo inviando ai Sindaci dei Comuni soci di Lurambiente SpA documentazione informativa sulle aziende speciali consortili, stilata con il contributo dei massimi giuristi italiani in tema di ripubblicizzazione del SII.
Smetta, quindi, il Sindaco di ribadire che è sufficiente la proprietà pubblica del gestore (anche se è una SpA) per definire pubblica la gestione del Servizio Idrico Integrato. Perché così facendo sta disinformando i suoi concittadini.

Perché si scrive acqua, ma si legge democrazia.

Comitato del Saronnese per l’Acqua Bene Comune

 

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