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"Parole la mattina" Incontro con i Poeti

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Associazione Paolo Maruti Onlus 2012-11-23

Domenica 2 dicembre: Incontro con i versi di Maurizio Cucchi, Milo De Angelis, Franco Loi




Cosa significa scrivere? Cosa significa leggere? Principio fondante, operativo di ogni Umanesimo è che uomini non sin nasce, si diventa; e che dunque solo a poco a poco, in virtù di un esercizio lento e paziente – un esercizio che coinvolge insieme la dimensione tecnica e la vita spirituale – noi diveniamo lettori, scrittori. Così, quando leggiamo per la prima volta, abbiamo la sensazione di star leggendo soltanto quel libro, bello o brutto che sia; e quando scriviamo per la prima volta, egualmente, abbiamo la sensazione di essere soli dinanzi alla pagina su cui scriviamo.

Domenica 2 dicembre '12 ore 11,00 presso la Sala Conferenze del Bovindo “Villa Gianetti” (ex palazzo comunale)
Via Roma, 20 – Saronno (parcheggio gratuito).
con "Maurizio Cucchi, Milo De Angelis, Franco Loi"
Tema "PARTENDO DAI VERSI DI CHI NON C'È PIU' "
a seguire L'Aperitivo




Maurizio Cucchi è nato a Milano, dove vive, il 20 settembre 1945. È consulente editoriale e pubblicista. Collabora al quotidiano "La Stampa". Laurea all’Università Cattolica è stato cronista sportivo dal 1960 al 1971, un’attività che ha ripreso e che continua a esercitare sporadicamente per vari giornali. Si impone alla critica e al pubblico già con la prima raccolta di poesie nel 1976 “Il Disperso” (Mondadori 1976 e Guanda 1994). Ha pubblicato. “Le meraviglie dell’acqua” (1980) “Glenn” (San Marco dei Giustiniani 1982 e Premio Viareggio 1983), Donna del gioco (Mondadori 1987), Poesia della fonte (Mondadori 1993 _ Premio Montale), L'ultimo viaggio di Glenn (Mondadori 1999). “Poesie 1965-2000″ (Oscar Mondadori 2001 e 2003), “L’uomo che mangia” (Dialogolibri 2001), “Per un secondo o un secolo” (Mondadori 2003), “101 poesie per sopravvivere” (Guanda 2004); il romanzo “Il male è nelle cose”, Mondadori 2005) seguito nel 2007 dalla sua seconda opera narrativa “La traversata di Milano. Jeanne d'Arc e il suo doppio (Guanda 2008), Come una nave (Ed. L'Arca Felice 2008), L'onore del clochard (San Cesario 2009), Mani (2009) Vite pulviscolari (Mondadori 2009), Cronache di poesia del Novecento (Gaffi 2010), La maschera ritratto (Mondadori 2011) Ha inoltre curato un'antologia di Poeti dell'Ottocento (Garzanti 1978), il Dizionario della poesia italiana (Mondadori 1983 e 1990), e, con Stefano Giovanardi, l'antologia Poeti italiani del secondo Novecento (Mondadori 1996). Ha diretto per due anni la rivista Poesia (1989-1991). Cucchi ha tradotto dal francese opere di vari autori tra cui Stendhal, Flaubert, Lamartine, Villiers-de-I’Isle Adam, Mallarmé, Prévert e recentemente Un chiaro fuoco, una scelta di traduzioni da Paul Valéry (Salerno, Edizioni L'Arca Felice "Hermes" – 2011) Attualmente tiene, sul settimanale “Lo Specchio”, una rubrica di poesia che dedica molto spazio anche a poeti esordienti.


Milo De Angelis vive a Milano, dove è nato nel 1951. Attivo in vari campi della letteratura, ha fondato e diretto la rivista di poesia "Niebo". Ha pubblicato alcuni volumi di versi: Somiglianze (Guanda 1976), Millimetri (Einaudi 1983), Terra del viso (Mondadori 1985), Distante un padre (Mondadori 1989), Tema dell'addio (Mondadori 2005, Premio Viareggio), Quell'andarsene nel buio dei cortili (Mondadori 2010). Come saggista ha raccolto i suoi testi in Poesia e destino (Cappelli 1982) mentre nella sua attività di traduttore dal francese e dal latino ha collaborato alle edizioni italiane di Blanchot, Baudelaire, Lucrezio, Virgilio; le sue opere sono state diffuse in traduzione sia in Francia che negli Stati Uniti. Ha inoltre pubblicato una fiaba La corsa dei mantelli (Guanda 1979; Marcos y Marcos 2011).


Franco Loi nato a Genova nel 1930, vive e lavora a Milano. Raffinato interprete dialettale, dopo aver fatto il ceramista, l’operaio ed essersi diplomato in ragioneria, dal 1960 al 1983 Franco Loi si impiega all’ufficio stampa della Mondadori. Attualmente collabora al supplemento culturale della domenica de «Il Sole-24 Ore». Incomincia a scrivere a 35 anni e la prima pubblicazione di alcune poesie avviene nel 1972 sull’«Almanacco dello Specchio». Tra le sue raccolte, I cart, (Ed. 32 1973); Poesie d’amore (Ed. Il Ponte 1974); Stròlegh (Einaudi 1975); Teater (Einaudi 1978); L’Aria (Einaudi 1981); Lünn (Ed. Il Ponte 1982); Bach (Scheiwiller 1986); Liber (Garzanti 1988); Umber (Manni 1992); Poesie. Antologia personale (Fond. Piazzolla 1992); L’angel (Mondadori 1994); Arbur (Moretti & Vitali 1994); El vent (Campanotto editore 2000); Isman (Einaudi 2002); Aguabella (Interlinea 2004), Pomo del pomo, insieme a Erminia Lucchini (Perosini 2006). Ha pubblicato un libro di racconti, L’ampiezza del cielo (2001), a cura di Ignazio Maria Gallino. Ha pubblicato inoltre numerosi saggi, tra cui una raccolta, Diario breve, edito con prefazione di Davide Rondoni (Nuova Compagnia Editrice 1995). Ha ricevuto numerosi premi: dal Premio Bonfiglio per Stròlegh al premio Nonino per Liber al recente Librex-Montale. Ha inoltre ricevuto la medaglia d’oro della Provincia di Milano, l’Ambrogino d’oro del Comune di Milano e il Sigillo Longobardo della Regione Lombardia. Sue poesie sono state tradotte in quasi tutti i Paesi d’Europa, in Corea, Brasile, nei Paesi Arabi e negli Stati Uniti. Alla fine del 2005 l’editore Einaudi ha pubblicato un’abbondante scelta di poesie dal 1973 al 2002 col titolo Aria de la memoria.






Cosa significa scrivere? Cosa significa leggere? Principio fondante, operativo di ogni Umanesimo è che uomini non sin nasce, si diventa; e che dunque solo a poco a poco, in virtù di un esercizio lento e paziente – un esercizio che coinvolge insieme la dimensione tecnica e la vita spirituale – noi diveniamo lettori, scrittori. Così, quando leggiamo per la prima volta, abbiamo la sensazione di star leggendo soltanto quel libro, bello o brutto che sia; e quando scriviamo per la prima volta, egualmente, abbiamo la sensazione di essere soli dinanzi alla pagina su cui scriviamo.

Diveniamo lettori solo quando, all’improvviso, dinanzi ad una pagina, ad una storia, ad una rima, scopriamo che non stiamo leggendo solo quelle, ma leggendo, o rileggendo, tutte le altre; e scopriamo di essere diventati scrittori, quando le parole che trascriviamo dalla nostra mente ci appaiono improvvisamente come se non le avessimo scritte noi, o, meglio: come se fossero parte di un disegno più vasto, di una trama intessuta da tempo immemorabile, di cui esse sono soltanto (e non è così poco come si vorrebbe credere) una cifra, una citazione, un richiamo, una fiammante – come spesso accade – ripetizione. Non leggiamo mai un solo libro: se possiamo scrivere qualcosa, è perché qualcuno, prima di noi ha già scritto; se possiamo pensare qualcosa, è perché qualcuno ha già pensato per noi, nel corso dei secoli.
La poesia è memoria, un lungo percorso dove le cose e le persone si incontrano, a tratti senza riconoscersi, per poi riprendere a frequentarsi, forse nel tempo che non sai: eppure “con cuore lieve e meno lieve” i versi dicono un tempo dilatato, che raccorda e svela storie e destini.
Parole la mattina quest’anno farà dire ai poeti da dove vengono, quale passato ha suggerito la loro vicenda, come si sono formati quei fili inestricabili che hanno segnato il loro tempo.

 

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