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La candidatura di Dario Accurso Liotta: i motivi di una scelta

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Dario Accurso Liotta 2012-12-28

Cari elettori del Centro Sinistra, vi scrivo con enorme rispetto, per voi che per ben due volte vi siete mossi per partecipare, per dare sostegno alla richiesta di un paese migliore: l' Italia Bene Comune... Un paee che sia non più terreno di saccheggio per lobby e privati, non più il paese delle leggi "ad personam", ma un paese che rispetti la Costituzione e i suoi principi: dignità del lavoro, uguaglianza dei diritti, democrazia.


SELVi scrivo con enorme rispetto, per la grande passione che avete dimostrato, e imbarazzo per la timida risposta dei partiti della coalizione. Queste primarie sono solo un piccolo placebo che tenta, con molti limiti, di riconsegnare a voi la scelta dei candidati da votare. Da parte mia, pur facendo parte di una formazione politica non responsabile di questo, vi chiedo scusa per l’inadeguatezza della proposta, ma vi invito ancora una volta ad uno sforzo di partecipazione.

Per quanto ci riguarda, SEL, a Saronno, ha deciso di fare di questa consultazione un momento di dibattito e d’incontro, non solo di delega, un modo  per votare ma anche per conoscerci e discutere insieme.

Vi scrivo perché mi è stato chiesto, in queste primarie, di esserci, di mettermi in gioco in prima persona. Non mi sono sottratto a questo compito e mi sembra quindi doveroso presentarmi:


Dario Accurso Liotta (regista) candidato per il Senato.

Faccio politica da quando ho 14 anni; politica non nei partiti, non nelle istituzioni, ma tra la gente, convinto che il confronto e la discussione, il ragionamento e la forza della parola migliorino, per il loro stesso essere, le persone e noi stessi. Penso che la politica dovrebbe essere la più nobile delle attività.

La mia biografia politica inizia ai tempi del liceo, frequentato a Reggio Calabria in un clima incandescente, la città annichilita dalla rivolta del “boia chi Molla” che circondava le scuole; con gli studenti che, come in tutta Italia, immaginavano una scuola diversa, chiedevano la democrazia assembleare, volevano semplicemente aule e classi per tutti. Per me, in quel clima, in quella città, l’antifascismo è stato da subito la cifra dell’impegno politico. Erano anche anni di profondi cambiamenti, in Italia e nel mondo, gli Anni del Vietnam e di Salvador Allende, e da lì è maturata la convinzione che mi ha poi seguito in tutta la mia attività: quando la sinistra è capace di unirsi, quando è capace di fare parlare insieme le sue diverse anime senza dimenticare le sue ragioni profonde allora è capace di cambiare il reale, di far tornare a respirare i suoi ideali.

Continuai a fare politica nel Movimento Studentesco in Università a Milano, e ancora a Saronno, spinto da Paride Brunetti, il comandante Bruno, ad aderire alla RETE e poi a fondare, insieme, il Comitato Prodi.

Credo che questo basti a spiegare perché oggi ho scelto  Sinistra Ecologia e Libertà: perché credo che la sinistra abbia senso se capace di dar risposte concrete alle domande del suo tempo.

La prima domanda che oggi ci troviamo di fronte è come uscire da questa crisi: se la strada, come indicato da Monti, sia inevitabilmente quella della recessione: una politica che si basa sulla contrazione dei diritti sul lavoro, la contrazione dei salari e al contempo degli ammortizzatori sociali; sul mantenimento del precariato per i giovani e sull’estensione dell’ età pensionabile; la contrazione dello stato sociale, della scuola pubblica e della sanità; una politica che non ha prodotto, in quest’anno di governo né un piano industriale, né una tassazione delle rendite finanziarie o dei  grandi patrimoni.

Per questo penso che una seria politica riformista, che non faccia pagare esclusivamente a chi lavora o agli artigiani, alle imprese o alle “partite IVA” i costi del debito pubblico, debba ripartire dal rifiuto dell’ “Agenda Monti”.  Da qui anche le nostre critiche alle titubanze dello steso Bersani.

La sinistra può esistere solo se è capace di immaginare un futuro diverso, senza rassegnarsi alle ingiustizie del presente; se è capace di andare alle “radici “ delle diseguaglianze e delle ingiustizie e se questa radicalità di pensiero diventa una forza e non un impedimento per definire percorsi di cambiamento immediati, sapendo che ogni vera “rivoluzione” parte dai noi stessi, diventa cultura condivisa e insieme politica istituzionale.

Questo mio impegno vorrei portare nelle istituzioni, a questo mio impegno vi chiedo di dare sostegno il 29 Dicembre alle primarie per i candidati di SEL.

https://www.facebook.com/darioxilsenato

 

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