notizia

Bilancio di previsione 2014

Notizia letta 1845 volte

Mario Santo 2014-03-21

Il bilancio di previsione 2014 è l'ultimo che verrà impostato e portato a termine da questa Amministrazione. Il problema principale da affrontare è come sostituire con nuove entrate i quasi tre milioni di IMU che arrivavano dalle abitazioni principali e che sono stati cancellati dal governo. Circa la metà dell'importo sarà sostituito dalla TASI, tassa sui servizi indivisibili: un modo diverso, trovato dal governo, per dire IMU sulla abitazione principale.


Per l’altra metà, al momento, non abbiamo certezze e non ci resta, quindi, che continuare a fare appello alle regole della buona amministrazione.

Nel 2010 entrando in Comune, abbiamo trovato un bilancio che aveva entrate inferiori alle spese, il debito aumentava e per il rimborso delle rate dei mutui, si utilizzavano risorse che avrebbero dovuto finanziare gli investimenti. È stato subito chiaro che continuare a procedere in questo modo avrebbe portato, alla lunga, al degrado della città per mancanza di risorse per i lavori pubblici. Abbiamo, quindi, cercato di puntare, ogni anno, all’equilibrio tra entrate e spese e di destinare agli investimenti una quota ragionevole di risorse.
Questo è avvenuto in un contesto non favorevole per il nostro Paese che, in questi anni, ha affrontato una grave crisi finanziaria e produttiva che tuttora perdura. La conseguenza è stata che tutti noi siamo stati chiamati a collaborare per ridurre o almeno rallentare la crescita del Debito Nazionale e anche i Comuni hanno dato una mano. Servivano, come servono tuttora, risorse e per lo Stato aumentare l’IRPEF è sembrato non praticabile: tutti sono d’accordo che la pressione fiscale è molto alta, soprattutto sui redditi di lavoro. Quindi si è seguito una strada diversa. Ogni anno lo Stato versa ai Comuni una parte delle tasse IRPEF, IRAP… che preleva dai cittadini.
È attraverso questa via che il governo ha operato per aumentare le tasse senza darlo a vedere: da un lato ha ridotto i suoi versamenti IRPEF a favore dei Comuni e dall’altro li ha autorizzati/obbligati a chiedere parte di quanto incassavano in meno direttamente ai cittadini. In questo scambio ai Comuni è arrivato meno mentre i cittadini hanno pagato più tasse : nel 2009 a Saronno si pagavano 4,5 milioni di ICI; nel 2013 si sono pagati circa 10,5 milioni di IMU che ha sostituito l’ICI e che è andata, appunto, in grande parte allo Stato.
L’Amministrazione, da parte sua, ha cercato come ha potuto di ridurre al minimo il peso sui cittadini. Negli anni di cui parliamo è avvenuto anche un altro fenomeno: sono aumentate ripetutamente le tariffe ed i prezzi amministrati. Questa cosa a prima vista è irrazionale, perché in tempi di crisi, quando la richiesta cala, i prezzi dovrebbero anche loro calare. Invece per elettricità, assicurazioni, credito bancario e altri servizi analoghi i prezzi sono saliti fino a raddoppiare. Per capire bisogna tornare a quando lo Stato svalutava periodicamente la lira per superare momenti di difficoltà: era come autoridursi i debiti a spese dei consumatori.

Oggi che non è possibile svalutare l’euro, aumenta prezzi amministrati e tasse e ottiene lo stesso risultato. Il nostro Comune acquista grandi quantità di servizi che hanno prezzi in crescita e tuttavia il bilancio resta in equilibrio grazie ai tagli alle spese che sono stati fatti in questi anni dalla Amministrazione comunale senza penalizzare i servizi essenziali. In conclusione questa Amministrazione è impegnata a consegnare alla prossima conti in sostanziale equilibrio corrente; pagamenti ai fornitori di opere pubbliche nei tempi previsti dalla legge e pieno rispetto del Patto di stabilità con il Governo.

L'assessore alle Risorse economiche
Mario Santo 

 

Pagina precedente