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Che cosa fanno i Servizi sociali

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Valeria Valioni 2014-05-06

Troppo spesso mi capita di avvertire, nelle persone che vengono a colloquio con me oppure in occasionali conoscenti, una sostanziale ignoranza (spesso condita da una serie di pregiudizi e luoghi comuni) della complessità e numerosità degli interventi assicurati dal servizio sociale comunale. Con questo scritto vorrei dare almeno qualche flash su questa ricchezza di cui gode la nostra città, creatasi negli anni sotto varie amministrazioni e che la giunta Porro ha voluto, nonostante i tempi di severa crisi e le difficoltà economiche del Comune, mantenere ed addirittura arricchire di nuove offerte.


Non sono molte le città che offrono ai loro cittadini così tante e diversificate possibilità di sostegno e aiuto. E’ chiaro che non si arriva sempre e comunque a rispondere del tutto e a tutti i bisogni, ma più di 1000 famiglie hanno risposte di vario genere (sostegno educativo, servizi, sostegni economici, etc) dal Comune. Tuttavia quel che si fa, con tanto lavoro e grandi sacrifici personali da parte del personale, che è davvero responsabile e competente, pare spesso poco apprezzato, o addirittura negato.
Ciò non avviene sempre nella vita delle persone (per fare un esempio: se siete a pranzo apprezzerete il cibo che troverete in tavola, anche se manca il dolce o il vino, specie sapendo che molti altri non hanno da mangiare; difficilmente contesterete chi vi sta offrendo il cibo); verso il Comune invece le pretese sono inesauribili, le esigenze sono sempre maggiori, l’accettazione dei limiti una rarità, le proteste quasi la regola.

I pregiudizi da sfatare sono molti, prima di tutto quello per cui le case popolari verrebbero assegnate secondo criteri discrezionali (passerebbero i conoscenti, gli stranieri, etc…). L’ufficio casa si limita a inserire in un programma informatico regionale i dati presenti nelle domande: il programma elabora i dati e fornisce il punteggio. Si redige poi una graduatoria, da chi ha più punti a chi ne ha meno e le case, quando sono rese disponibili da trasferimenti o decessi, si assegnano seguendo la graduatoria.

Secondo pregiudizio: “tenete le case sfitte”. Le case popolari di proprietà comunale vengono costantemente risistemate e riassegnate, anche se spesso l’inciviltà di alcuni inquilini rende necessari lavori costosi di sistemazione, che pesano sulle casse comunali. Le case ALER vengono messe a disposizione del comune per la riassegnazione quando l’Ente che ne è
proprietario lo decide, in totale autonomia.
Non appena ne abbiamo la disponibilità, procediamo alla riassegnazione.
Terza critica: “come faccio a vivere se mi date un contributo solo di xxx euro?” C’è chi scambia il Comune con l’ente che eroga pensioni, cassa integrazione, indennità di disoccupazione; c’è chi lo scambia per un Bancomat. Si chiede, si pretende, si esige, di avere subito soldi dal Comune. Spesso le motivazioni sono serie e fondate: un lavoro perso che non si ritrova; nuove bocche da sfamare, utenze sempre più care, pensioni troppo magre. Ma non è il Comune che può sostituire un salario minimo garantito di cui l’Italia non dispone, non è il Comune a dover intervenire dopo la conclusione di un’indennità di disoccupazione, e così via. Il Comune dovrebbe dare SERVIZI, non soldi.

Fatta eccezione per l’integrazione delle rette di ricovero diurno o residenziale per minori o anziani o disabili, i contributi economici sono piccole somme, che episodicamente ed eccezionalmente integrano un progetto individuale, per sostenere un percorso definito e concordato tra l’operatore sociale e la persona interessata verso il raggiungimento di obiettivi di autonomia. Abbiamo invece molti “cronici” che si affidano unicamente alla pubblica assistenza sia per gli acquisti quotidiani, sia per l’affitto che non si sforzano di pagare, per le utenze così via...

Quarta critica: “non mi trovate un lavoro”. Andreste dal panettiere a cercare di comprare chiodi lamentandovi se non li trovate? Il Comune non ha compiti di ricerca attiva di lavoro che la legge assegna ai Centri per l’impiego della Provincia o alle agenzie interinali. Il nostro comune provvede, diversamente da molti altri, con propri servizi a compiti informativi e di aiuto nella ricerca (informalavoro) oppure a tirocinii formativi per disabili o persone con gravi problemi di emarginazione sociale (Servizio Inserimento Lavorativo), ma non può certo attivarsi in altri compiti che non gli competono.
Molti servizi sociali sono costosi: pagare le rette per disabili, minori o anziani ricoverati in strutture è una parte importante delle uscite. Un altro costo importante dei servizi sociali è costituito dagli asili nido: sono 120 posti disponibili e ciascuno di essi, pur in presenza (e sono poche) di rette massime, costituisce una perdita economica per il comune. Abbiamo però voluto fortemente mantenere pubblici entrambi i nidi, anche se abbiamo ereditato dalla precedente amministrazione l’indirizzo verso la cessione al privato di uno dei due; garantiamo la qualità del servizio, la formazione delle educatrici, il benessere dei piccoli ospiti. Ma tutto ciò ha un costo per la collettività.
Lo stesso si dica per la gestione delle due strutture comunali per i disabili.

Tuttavia si fanno risparmi, si stringe la cinghia e si persegue con determinazione la strada del mantenimento ed anzi del miglioramento dell’offerta sociale per la nostra città. Chiedo un piccolo sforzo ai nostri cittadini: leggete l’elenco di quanto si fa, informatevi, chiedete a chi fruisce dei servizi un giudizio di qualità; non cadete nella trappola della demagogia e della strumentalizzazione politica. Valorizzate il patrimonio di servizi e di accoglienza sociale di cui dispone questa città.

Valeria Valioni
Assessore ai Servizi alla persona, Famiglia e Solidarietà sociale

ELENCO (INCOMPLETO) DELLE PRINCIPALI ATTIVITÀ DEI SERVIZI SOCIALI

Servizi per l’infanzia e per i minori
asili nido sostegno socio-psico-educativo effettuato da assistenti sociali; nelle situazioni più delicate e complesse anche da psicologhe inserimento diurno presso realtà aggregative organizzate (Centro Diurno Comunale,Centri Ricreativi Diurni estivi…); assistenza domiciliare educativa per minori (A.D.M.); affidi eterofamiliari a famiglie, persone singole o a parenti entro il 4° grado; affidi a Comunità Alloggio o Comunità di tipo familiare e terapeutiche o a Centri di Pronto Intervento, anche d’intesa con l’U.O. di Neuropsichiatria Infantile. indagini psico-sociali e segnalazione di situazioni di trascuratezza, maltrattamento e/o abbandono, d’ufficio o su richiesta della Magistratura; relazioni di osservazione su minori indagati per reati penali; esercizio della funzione di affidatario o tutore di minori con genitori soggetti a prescrizioni o decaduti dalla patria potestà; mediazione familiare. Interventi relativi alle pratiche per adozione (indagini preadottive, sostegno e monitoraggio dopo l’adozione)

Servizi di prevenzione e riabilitazione
Il progetto RAdiCI (RAgazzi di Città), di pertinenza del Distretto del Piano di Zona, opera sul territorio e nelle scuole superiori statali della città dal 2001 (il Liceo “S.M. Legnani”, il Liceo “G.B.Grassi”, l’ITC “Zappa”, l’IPSIA “Parma”, l’ITIS “Riva
L’equipe promuove attività di consulenza (counselling scolastico), declinandole secondo le esigenze e le problematiche di ciascuna realtà scolastica,con i seguenti obiettivi:
- Aiutare gli attori coinvolti ad affrontare e sciogliere le situazioni di difficoltà attraverso lo sportello d'ascolto, gli interventi di supporto al gruppo classe, il lavoro con i consigli di classe e la formazione per i docenti
- Attivare percorsi di promozione del benessere e di contrasto all’abbandono scolastico
- Porsi come “ponte” tra i servizi culturali e sanitari che si occupano di adolescenti e il mondo della scuola, in un costante lavoro di rete.

Servizi per disabili
Centro Diurno Disabili (CDD): 26 utenti del Servizio inserimenti in CSE – SFA presso Enti gestori: concorso al costo della retta per il pagamento di n. 19 rette presso CDD –CSE – SFA gestiti da enti privati per minori e adulti disabili. Comunità Socio Sanitaria Giovanni Paolo II ubicata con il CDD nel complesso funzionale di piazza Tricolore n.1: consta di 10 posti, destinati all’accoglienza a lungo termine degli ospiti, con la possibilità –in caso di non occupazione- di utilizzo in via subordinata per sollievi. Il concorso al costo della retta in Comunità per i residenti è calcolato esclusivamente sulle risorse personali dell’ospite secondo le relative consistenze; i non residenti invece pagano la retta completa.. promozione di progetti per la vita indipendente ed inclusione sociale delle persone con disabilità trasporti per persone in difficoltà: il trasporto viene garantito con regolarità a disabili in fascia di obbligo scolastico; inoltre in base a valutazione sociale e secondo le disponibilità di risorse pubbliche vengono svolti trasporti occasionali a favore di persone fragili aventi la necessità di raggiungere strutture sanitarie e centri riabilitativi.

Servizio inserimento lavorativo (SIL)
servizio distrettuale (per 5 comuni oltre Saronno) assicurato dai servizi sociali saronnesi a favore di disabili ed adulti a rischio di emarginazione: nel 2013 sono stati attivati i percorsi dote lavoro disabili progettati e organizzati in filiera con un ente formativo; gli stessi hanno riguardato 53 persone; nel 2013 per i residenti nel solo comune di Saronno sono stati attivati 20 percorsi voucher e 44 percorsi formativi (tirocini, borse lavoro, doti direttamente gestite), mentre sono stati 99 per tutto il distretto. residenzialità leggera: in collaborazione con l’Unità Operativa di Psichiatria è attivo un progetto di residenzialità leggera finalizzato a garantire una condizione abitativa protetta per 4 pazienti psichiatrici in condizione di stabilità.

Servizi per anziani
Interventi di sostegno alla domiciliarità Il Servizio di Assistenza Domiciliare (SAD) garantisce un aiuto in attività integrate di assistenza diretta alla persona, aiuto domestico, prestazioni igienico-sanitarie, complementari alle attività di assistenza sociale e di tutela, perseguendo l’obiettivo di favorire l’autonomia personale dell’utente nel proprio ambiente di vita Servizio di Pasti a Domicilio Fondo non autosufficienza: attuazione di nuovi interventi a favore di persone non autosufficienti e disabili (sia gravissimi, in carico alla sanità che gravi, posti in carico agli enti locali) con l’obiettivo di favorire e sostenere il mantenimento al domicilio di tali persone, attraverso una rete di interventi sia economici (buoni e voucher) sia consistenti in servizi da erogare secondo regole definite a livello di ambito distrettuale. progetto “Anziani meno soli più sani”, interamente finanziato da sponsor privati. Le iniziative finalizzate all ”invecchiamento attivo”sono programmate ed implementate dalle Associazioni/Enti presenti sul territorio che si occupano di anziani con il coordinamento dell’Ufficio Servizi Sociali, che ha organizzato un ufficio dedicato alle iniziative per gli anziani
Strutture residenziali e ricoveri per anziani o adulti disabili Il ricovero nelle Residenze Sanitario-assistenziali (R.S.A.) viene attuato in alternativa agli interventi posti in essere a domicilio, qualora si rilevi l’impossibilità della permanenza al proprio domicilio a causa della situazione sanitaria, familiare o socio-ambientale. Per il 2014 si prevedono n. 50/55 utenti circa inseriti presso strutture residenziali per anziani o adulti disabili, con rette a parziale carico dell’Amministrazione Comunale. Gli ospiti contribuiscono al costo del ricovero con pensione ed indennità di accompagnamento.

Servizio Casa
Il servizio casa gestisce i bandi per l’assegnazione degli alloggi di ERP ed assegna gli alloggi di ERP di proprietà dell’Aler e di proprietà Comunale. Sono stati individuati nell’ambito delle proprietà comunali alcuni alloggi utilizzati per emergenza abitativa riguardante famiglie sottoposte a sfratto, in base a progetto di destinazione a breve/medio termine presso altre abitazioni. Inoltre, per gli utenti sottoposti a sfratto ed in attesa di un alloggio pubblico si pone come intermediario con i proprietari, l’ufficiale giudiziario e gli avvocati per trattare la data di rilascio degli alloggi privati. Il servizio predispone il bando per l’assegnazione di contributi regionali ai conduttori di alloggi affittati sul mercato privato, tenuto conto dei loro redditi: riceve le domande, le inoltra tramite procedura informatica alla Regione, verifica i requisiti e liquida il contributo agli aventi diritto.
Il servizio assicura, in collaborazione con Aler Varese, tramite un’apposita commissione, l’utilizzo del fondo di solidarietà per gli inquilini ALER incolpevolmente morosi, al fine di sostenere il costo dell’affitto in situazioni di difficoltà economica Collabora strettamente per tutte le operazioni legate alla mobilità locativa degli assegnatari coinvolti nel progetto di riqualificazione del Contratto del Quartiere Matteotti; Ha elaborato e gestisce il progetto innovativo Lo.Ca.Re., basato sull’obiettivo di sollecitare la messa a disposizione sul mercato privato da locare a canone concordato a favore di aspiranti inquilini mettendo a disposizione forme di garanzia poste a disposizione dal Comune e vantaggi fiscali per i locatori. Si sta perseguendo l’obiettivo di promuovere esperienze di housing sociale in Saronno, avendo manifestato l’interesse alla conversione a questa finalità di mini alloggi presenti nell’ex seminario; il Comune, infatti, in base ad un’idea progettuale del terzo settore ha valutato favorevolmente l’idea, co-promuovendo presso gli Enti competenti questa nuova progettualità.

Sportello Immigrati
Attività informativa a favore di lavoratori, datori di lavoro o residenti stranieri regolari, inerente le pratiche e la normativa sull’immigrazione. L’Ufficio è costantemente impegnato a sviluppare progetti che possano essere finanziati da bandi pubblici a sostegno di interventi di diverso tipo per favorire la cittadinanza, la legalità, l’ inclusione sociale. Viene valorizzata la rete sociale attraverso l’attività del Tavolo Immigrati, con l’obiettivo di proporre attività culturali a favore della cittadinanza finalizzate all’integrazione.
A decorrere dal 2014 il Comune di Saronno ha aderito ad un accordo di collaborazione con i Comuni di Malnate, Samarate e Tradate, per la gestione del progetto “Solidarietà e diritto”, finanziato dal Ministero dell’interno e rivolto a rifugiati e richiedenti asilo. Il contributo di Saronno consiste nella messa a disposizione di alloggio idoneo ad accogliere fino a sette persone e nell’accompagnamento delle stesse, in collaborazione con una operativa della rete Caritas, in un progressivo inserimento del tessuto sociale, anche attraverso un’esperienza di tirocinio per inserimento lavorativo ed ammissione ai servizi per l’infanzia.
L’Ufficio Immigrati garantisce l’accesso distrettuale al progetto europeo “Rimpatrio Volontario Assistito”, che sostiene la possibilità volontaria da parte dei migranti di ritornare a vivere nel proprio Paese d’origine. L’adesione non comporta alcun impegno economico a carico dell’Amministrazione Comunale.

Assistenza economica a persone o nuclei in condizioni di indigenza
Il Comune di Saronno ha attive varie forme di intervento economico, con le quali ci si propone di rispondere alle varie tipologie di bisogno in base alla progettazione sociale dell’intervento: sono erogati buoni integrativi per reddito insufficiente, buoni affitto, buoni sociali per disabili ed anziani e contributi economici (questi ultimi essenzialmente destinati al pagamento di utenze). Da alcuni anni è attivo il progetto” Carta Regionale dei Servizi”, che consente di accreditare sulla carta importi mensili utilizzabili dagli utenti unicamente per l’acquisto di generi alimentari di prima necessità presso esercizi convenzionati; questa modalità consente di evitare il passaggio di denaro contante e di responsabilizzare maggiormente nella gestione del bilancio mensile. Sono inoltre attive le iniziative di Microcredito (prestito sociale di piccole somme ad interessi zero) e voucher lavoro per lavori di pubblica utilità.

La priorità di soddisfare i bisogni alimentari ha portato all’attivazione del progetto Buon Samaritano, in partnership con il Settore Istruzione, finalizzato ad evitare sprechi di cibo dalle mense scolastiche con recupero dei pasti non serviti per soggetti bisognosi a favore della Mensa di Betania o di alcune famiglie che si recano quotidianamente presso le scuole, dove possono ritirare quanto disponibile, porzionato secondo la composizione familiare.

 

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