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Geppy Gleijeses a Saronno con Oscar Wilde

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Teatro Giuditta Pasta Saronno 2014-03-23

La più bella commedia di tutti i tempi scritta da Oscar Wilde e portata in scena da Geppy Gleijeses, definito dalla critica teatrale "l'erede di Eduardo". Messo in scena per la prima volta nel 2000/2001, "L'importanza di chiamarsi Ernesto" è tuttora lo spettacolo più visto di sempre in teatri come "La Pergola" di Firenze, il "Goldoni" di Venezia, il "Franco Parenti" di Milano e tanti altri.


La pungente ironia di Wilde e le grandi doti di attore di Geppy Gleijeses portano in scena quella che è stata definita la più bella commedia di tutti i tempi: “L’importanza di chiamarsi Ernesto”.

Venerdì 28 e sabato 29 marzo – ore 21.00
Domenica 30 marzo – ore 15.30
Geppy Gleijeses, Marianella Bargilli, Lucia Poli in:
L’IMPORTANZA DI CHIAMARSI ERNESTO
di Oscar Wilde
regia di Geppy Gleijeses

La più bella commedia di tutti i tempi scritta da Oscar Wilde e portata in scena da Geppy Gleijeses, definito dalla critica teatrale "l’erede di Eduardo".

Messo in scena per la prima volta nel 2000/2001, "L’importanza di chiamarsi Ernesto" è tuttora lo spettacolo più visto di sempre in teatri come "La Pergola” di Firenze, il "Goldoni" di Venezia, il "Franco Parenti" di Milano e tanti altri.
A più di dieci anni da quello strepitoso successo, Geppy Gleijeses, con Lucia Poli e con l’inserimento di Marianella Bargilli, riprendono la commedia in un nuovo allestimento.
Ultimo lavoro teatrale di Wilde, "The importance" è caratterizzata da un’eterea verbalità unita ad un senso visivo di teatralissima efficacia. Il testo di Wilde non teme confronti per scrittura, ironia, lirica, poetica; portato in scena magistralmente, regalerà un’esperienza indimenticabile.


intero € 25
ridotto (over65, gruppi organizzati) € 22
ridotto under30 € 18
ridotto under20 € 15

"The importance of Being Earnest" debuttò al St. James's Theatre di Londra il 14 febbraio 1895 a cura dell'actor - manager. George Alexander, che vi sosteneva la parte di John Worthing. Allan Aynesworth era Algernon Moncrieff, Irene Vanbrugh era Gwendolen Fairfax e Evelyn Hilliard era Cecily Cardew. Malgrado lo strepitoso successo riportato alla prima - "in cinquantatrè anni di palcoscenico non ricordo un trionfo maggiore", avrebbe ricordato Allan Aynesworth molti anni dopo: "il pubblico si alzò tutto in piedi e non cessava di acclamare" - fu smontata dopo appena sei repliche, come conseguenza dello scandalo in cui Wilde si era andato a cacciare querelando per diffamazione Lord Queensberry che lo aveva pubblicamente tacciato di sodomia.

Ultimo lavoro teatrale di Wilde e diversissimo dai precedenti, The importance ha provocato molte congetture sul corso che l'evoluzione del drammaturgo e di conseguenza forse, di tutto il teatro inglese avrebbe potuto prendere senza l'intervento della magistratura.
L'eterea verbalità di The importance, dove tutti - non solo il cinico di turno - si esprimono mediante paradossi squisiti, si accompagna, non dimentichiamolo, a un senso visivo di teatralissima efficacia. Benchè più rare che nei lavori precedenti, le didascalie sono molto suggestive dell'esecuzione ideale e l'apparizione di Jack Worthing in lutto stretto per la morte dell'immaginario fratello Ernest è un colpo di scena giustamente rimasto famoso.

Dalle didascalie si capisce anche lo stile di recitazione che Wilde desiderava e che gli attori del primo allestimento, un pò imbarazzati dalla novità, non raggiunsero che in parte: uno stile cioè assolutamente non farsesco e nemmeno, d'altro canto, realistico. I personaggi debbono cioè scambiarsi le battute con perfetta naturalezza, senza mostrare di ritenerle spiritose e senza tentare di giustificarle caratterizzandosi come eccentrici.
Evidentemente The importance vive anche avulsa dal contesto storico che la produsse. Prendiamo il caso della formidabile Lady Bracknell, vittoriana quanto più non si potrebbe ma al contempo eterna e universale come Falstaff. Di lei osserviamo anche, en passant, l'ambivalenza mostrata dall'autore nei suoi confronti: Wilde appare affascinato dal mostro che ha evocato e, del resto, la sua stessa carriera mondana conferma come si adoperò per essere ricevuto e coccolato da quella società che sfidava. Dopo lo scandalo, esule a Parigi, soleva affermare con un sospiro che la Regina Vittoria restava la sola donna che avrebbe adorato sposare.
The importance è stata definita "la più bella commedia di tutti i tempi".

Masolino D'Amico


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