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GiBi Grassi: situazione attuale e scenari futuri

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Partito Democratico Saronno 2014-05-06

Il Liceo scientifico è salvo, almeno per un anno. La notizia, anche se non definitiva, è di quelle che fanno piacere e soprattutto tirare un, seppur piccolo, sospiro di sollievo. Al di là di tutto, sono prevalse l'audacia e la costanza del gruppo di genitori che ha saputo porre la questione all'attenzione degli addetti ai lavori. Certo è che se i genitori avessero taciuto e non si fossero fatti carico del problema sarebbe stata presa una decisione gravemente sbagliata e lesiva sia dei diritti degli studenti che del prestigio della Città.


Sarebbe passata, cioè, la soppressione della sede staccata, in una logica di taglio lineare, miope per definizione, con conseguenti riduzione dalla pregiata offerta formativa e danno ai diritti degli studenti, presenti e futuri.

Così non è stato, ma nella realtà a che punto siamo?

Riconosciuto l’elevato livello del GiBi e dietro abbondante pressing dei suddetti genitori, la locazione della succursale è stata rinnovata per un anno. Uno solo purtroppo.

La tenacia del nostro Sindaco e del nostro Assessore alle Culture e alla Formazione nel richiedere un incontro con l’Assessore regionale Aprea fin dal mese di gennaio è stata finalmente soddisfatta ed il faccia a faccia c’è stato, anche se solo alla fine di aprile, prima data utile, seppur un po’ tardiva, individuata dalla responsabile scuole in Regione Lombardia della giunta Maroni.

I nostri amministratori hanno manifestato in sede regionale il disappunto delle famiglie, degli studenti e dell’intera comunità di Saronno e del saronnese, relativamente alla scelta delineata, poi modificata, dalla commissariata Provincia sulla succursale del Liceo ed hanno auspicato una soluzione definitiva del problema.

Tutti d’accordo nel riconoscere l’importanza del Gibi Grassi, QUALI I PROSSIMI PASSI?

Il PD, come è stato determinato e solerte nell’affermare che il Liceo valeva molto di più dei 150.000 euro di tagli imposti dalla Provincia, perché l’istruzione deve essere in cima ad ogni politica di spesa, sarà a questo punto vigile e attento perché le soluzioni individuate siano ragionevoli. Il requisito della distanza minima dalla sede centrale sarà uno dei principali visto che la medesima qualità del servizio formativo dovrà essere assicurato a tutti gli studenti. Oltre a ciò anche la congruità delle strutture in termini di spazi e corrispondenza alle esigenze degli studenti.

L’auspicio, speriamo comune, è che si arrivi ad una soluzione strutturale e definitiva. Il tutto in un contesto di estrema incertezza visto che, ad oggi, ci sono scarse informazioni circa il passaggio delle deleghe sulle scuole superiori dopo le soppressioni delle province. Andranno alle regioni o ai comuni? Se ai secondi, quali fondi verranno ad essi trasferiti?

Francesco Licata
Segretario Partito Democratico Saronno

 

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