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I socialisti e i fatti del 25 aprile a Saronno

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Partito Socialista Italiano Saronno 2014-04-30

L'annuncio che le celebrazioni del 25 aprile 2014 sarebbero state trasformate in un palcoscenico per contestare il Sindaco Porro e la sua giunta sono comparse sulla rete e sulla stampa locale circa una settimana prima dell'evento. Gli antagonisti rimproverano al sindaco Porro e alla sua Amministrazione il fatto di averli fatti sgomberare dallo stabile comunale di via don Luigi Monza. Rispettare il principio di legalità vale per tutti.


Il sindaco Porro ha fatto soltanto il suo dovere di rappresentante delle istituzioni democratiche chiedendo alle forze dell'ordine di sgomberare lo stabile in questione, scelta che ha accomunato tutte le forze politiche che amministrano la città. 
Soltanto chi non ha a cuore le istituzioni democratiche e chi non ha rispetto per la celebrazione del 25 aprile, poteva inscenare una gazzarra inqualificabile per impedire il pacifico svolgimento del corteo. Utilizzare il 25 aprile per regolare i conti con i rappresentanti delle istituzioni è squadrismo politico.

È del tutto lecito che ci siano formazioni politiche che non vogliano festeggiare, ma impedire alle forze politiche, alle associazioni partigiane e ai rappresentanti delle istituzioni, ai cittadini tutti che si riconoscono in quell'evento fondativo della Repubblica di festeggiare è un fatto assai grave. È un modo di concepire la politica assai lontano dallo spirito e dalle regole della democrazia.
Infiltrare il corteo, partecipare con mazze, insultare e minacciare i protagonisti della vita amministrativa locale, tentare di impedire il regolare svolgimento dell'annuale programma di celebrazioni è proprio di forze antidemocratiche. Nessun tentativo di mediazione è bastato. L'intento era quello di provocare per innescare reazioni da parte delle forze dell'ordine e quindi atteggiarsi a vittime della violenza poliziesca. Nulla di tutto questo è accaduto grazie ad un responsabile uso della forza da parte della Polizia di Stato e dei Carabinieri presenti.

Va registrata anche la presenza, per la circostanza, di sedicenti comitati antifascisti che ritengono di avere il diritto di attribuire la patente di antifascista soltanto a coloro che ne assecondano acriticamente le posizioni. Voltare le spalle al sindaco Luciano Porro mentre parla è un gesto simbolico di rottura verso il rappresentante delle istituzioni liberamente eletto della cui gravità non si sono resi conto neppure quelli che lo hanno ostentato.

Eppure, noi diciamo che le istituzioni democratiche hanno dimostrato la loro forza. Il corteo nonostante tutte le difficoltà si è svolto e si è concluso. Il sindaco Luciano Porro che ringraziamo ha portato coraggiosamente a termine il suo intervento dimostrando che la legalità  e il rispetto delle regole sono valori che meritano di essere testimoniati. Noi socialisti nell'anno del novantesimo anniversario della morte di Giacomo Matteotti, diciamo che non bastano le urla o il fondo schiena di chi rifugge dal confronto democratico per spaventarci, o condizionarci. 

Chi ha voluto usare il 25 aprile per avocare a sé il verbo resistere impedendo di ricordare il significato di ritorno alla libertà, alla democrazia dopo la pagina brutale della dittatura ha dimostrato solo arroganza, inaccettabile per noi socialisti che ci riconosciamo nel 25 aprile, nella festa della libertà ritrovata,  nella ricorrenza di tutte le persone libere.
Ci viene da proporre che, forse, dovremmo risarcire i martiri della libertà ricordandoli con un evento. È quanto andremo a proporre a breve ai nostri alleati.

Partito Socialista Italiano Saronno

 

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