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Interventi in Consiglio comunale del gruppo genitori 'Insieme per una scuola di qualità'

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Roberto Guaglianone per "Insieme per una scuola di qualità" 2014-02-13

Sarebbe bello poter interpretare lo stato d'animo che sembra accomuni i partecipanti a questo intenso dibattito con la musica, linguaggio universale attraverso il quale ciascuno di noi riesce a comunicare e condividere emozioni, purtroppo non è possibile. Bisogna, pertanto, limitarsi ad utilizzare il linguaggio parlato, lo strumento di comunicazione per eccellenza, grazie al quale ciascuno di noi riesce a trasformare la propria individualità in bagaglio di esperienze al servizio o, meglio, a vantaggio della collettività.


Per fare ciò, però, occorre che proprio il linguaggio, che acquisiamo naturalmente, sia affinato per la migliore condivisione e comprensione del pensiero affinché ciascuno possa diventare parte di una comunità: dalla famiglia, alla città, fino al territorio più vasto che accomuna gli abitanti di un Paese.

Il luogo che consente di affinare il nostro linguaggio è, certamente, la scuola: la nostra scuola! Dove le mediazioni fra le varie sensibilità culturali e le esperienze sociali ci consentono di divenire cittadini di un Comune e, attraverso di esso, cittadini della comunità internazionale, consapevoli, pertanto, dei nostri diritti e doveri.

Ecco perché la scuola è il luogo dove si esercita, e sempre più deve essere esercitato, l’insegnamento democratico alla tolleranza e all’ascolto. È la nostra Costituzione che ci esorta in questa direzione laddove, in un crescendo sempre più vivace, ci porta a considerare l’istruzione un diritto della persona alla propria crescita culturale e sociale (art. 9), tutelato attraverso il dovere dei genitori di accompagnare i figli nel percorso scolastico obbligatorio (art. 30), dipingendo la scuola come il luogo, aperto a tutti, del libero insegnamento (art. 33 e 34) che, in quanto tale, introduce ciascuno di noi alla comprensione del pensiero e, conseguentemente, delle relazioni umane. Ancor di più i nostri Costituenti hanno voluto, anche nel percorso riformatore del Titolo V, confermare che l’istruzione pubblica si colloca tra i livelli essenziali da garantire a ciascuno uniformemente su tutto il territorio nazionale.

Il dibattito di questa sera ha concretizzato la rappresentazione civile del disegno Costituzionale. Perché l’istruzione sia garantita uniformemente come opportunità di crescita occorre che essa si fondi, anche nel nostro ambito, su pilastri condivisi che potremmo riassumere in poche parole chiave ma dall’ampio significato:

• Sicurezza: non vi può essere insegnamento efficace ed incisivo senza la sicurezza dei luoghi ove questo viene esercitato. Il benessere materiale è una delle condizioni per favorire il pieno svolgimento del diritto-dovere all’istruzione. Occorre, quindi, agire tempestivamente con un programma di interventi che possa portare al rinnovo del patrimonio edilizio scolastico cittadino. Male su questo fronte l’intenzione non manifestata dall’Amministrazione di allestire un piano per l’edilizia scolastica. Occorre, invece, concretizzarlo attraverso l’individuazione di modalità di acquisizione delle risorse per finanziarlo e all’individuazione delle priorità con la relativa tempistica perché si possa intravedere almeno un’intenzione. Nel frattempo è imprescindibile far conoscere ai cittadini la situazione attuale dei piani di sicurezza e del numero di studenti accoglibili nonché del numero di aule e di laboratori disponibili presso ciascun istituto. Le ultime note diffuse dall’Amministrazione su Piani antincendio del 2002 sembrano confermare le perplessità dei genitori sulla sicurezza di alcuni luoghi scolastici frequentati dai propri figli. Bisogna tempestivamente dissipare ogni dubbio circa il rispetto delle prescrizioni presso ciascun plesso scolastico! Anche il presidio dei percorsi di accesso alle scuole nei punti critici come attraversamenti e, specialmente, sottopassi diviene necessario per indirizzare una naturale scelta al momento delle iscrizioni. Non è ulteriormente rinviabile una verifica del Piano Regolatore degli orari che per gli studenti medi frequentanti le scuole di Saronno sta provocando forti disagi specie nei confronti di chi proviene da fuori città.

• Libertà d’insegnamento: senza piena autonomia degli istituti scolastici non vi può essere esercizio della libertà di scelta da parte delle famiglie nell’individuare i percorsi formativi più vicini alle proprie sensibilità culturali e ideali. Ma la libertà di scelta si esplica anche attraverso la continuità didattica, per ciascun grado di istruzione, all’interno del medesimo istituto comprensivo. Riproporre schemi del passato come l’appartenenza al bacino di utenza nega il principio della libera scelta che rappresenta un pilastro della riforma scolastica. Proprio quella libera scelta verso la quale si è espresso favorevolmente in un’intervista al Corsera, come ricordato in un precedente intervento,  il Sindaco a proposito della recente vicenda del Liceo Scientifico “G.B. Grassi”.
E qui, al fine di sgombrare il campo da malintesi occorre fare una breve analisi delle normativa vigente ed in itinere. Abbiamo assistito, purtroppo, al tentativo di svilire i percorsi di autonomia didattica allestiti attraverso il P.O.F. nel rispetto delle normative vigenti che tale autonomia tutelano e rafforzano (d.P.R. 275/99) e delle competenze attribuite all’istituzione scolastica nel suo complesso (Dirigente, docenti e Consiglio d’Istituto) disciplinate dal T.U. 297/94 in materia di istruzione arrivando, persino, alla prescrizione di criteri di accoglienza in sede di iscrizione alle prime classi delle scuole statali primarie e secondarie di primo grado. Infatti l’Assessore Cavaterra ha proceduto a citare la circolare Ministeriale sulle modalità di iscrizione all’a.s. 2014-2015 fermandosi a pagina 2 della stessa senza verificare quanto testualmente indicato a pag. 8, 4° capoverso, specificatamente rispetto alle iscrizioni alla scuola secondaria di primo grado, laddove testualmente si prevede che “Resta inteso, comunque, che gli alunni provenienti dalle scuole primarie dello stesso istituto comprensivo hanno priorità rispetto agli alunni provenienti da altri istituti.”.
Ma ciò che fa più specie è l’effetto di ovattato dissidio indotto tra i genitori anche a fronte di normative vigenti che, invece, rendono inutili le misure, prima proposte e poi adottate. Infatti:

a) Solo per l’anno scolastico in corso il DL n. 104/13, all’art. 12, comma 1, integrativo dell’art. 19 del DL 98/11, conferma il limite minimo dei 600 alunni per l’attribuzione della dirigenza e del DSGA;
b) a partire dall’a.s. 2014-2015 il contingente dei dirigenti scolastici sarà deciso previo accordo in Conferenza Unificata (cui partecipano, oltre al Governo, Regioni ed enti locali). Ad oggi l’Accordo non è stato sancito e la sua validità avrà effetti dall’anno scolastico successivo a quello in corso alla data di sottoscrizione del medesimo Accordo e conseguente riferimento ai numeri di iscritti dell’a.s. precedente. Secondo fonti della stampa specializzata, le Regioni non vogliono alcun riferimento al limite minimo per l’attribuzione della dirigenza e del DSGA e chiedono l’esplicita abrogazione delle norme relative  ai limiti minimi nel rispetto della competenza attribuita in materia di organizzazione alle medesime Regioni;
c) se si pervenisse all’Accordo, dall’a.s. 2014-2015, rimarrebbe in vigore il solo limite di assicurare i saldi di finanza pubblica previsti nel DEF e già quantificati come affermato dal MIUR, in un recente incontro con i Sindacati, secondo il quale la riduzione delle unità di DS conseguente all’entrata in vigore dell’Accordo pari a 1.887 unità è superiore rispetto a quella di 1.331 unità prevista dalla legislazione vigente. In questo caso non avrebbe alcuna efficacia la nota Ministeriale del 20 dicembre 2013 che surroga il mancato accordo e fotografa la situazione esistente rispetto alla Dirigenza scolastica.

D’altronde, se il Commissario Straordinario alla spending review Carlo Cottarelli dovrà assicurare risparmi alla spesa pubblica per un ammontare di 32 mld/€ entro il 2016, è opportuno considerare che il passaggio da tre Istituti Comprensivi ad uno soltanto risulterebbe più difficile di quello da due IC ad uno. Pertanto, la proposta comunale circa il dimensionamento scolastico cittadino da formulare entro il prossimo ottobre diviene politica nel senso di far comprendere, anche attraverso di essa, quale livello di qualità scolastica voglia perseguire l’Amministrazione per il nostro territorio. Si auspica che essa possa essere coerente con la vocazione di area metropolitana cui sembra volersi indirizzare la Giunta comunale.

• Partecipazione: come visto la scuola è il veicolo primario nella diffusione dello spirito di appartenenza ad una comunità; lo studio della lingua parlata e scritta e, attraverso di essa, delle materie scientifiche, consente la crescita di ciascun individuo e lo integra nella comunità: ecco perché ogni decisione in materia di istruzione riguarda ciascuno di noi e ci appassiona nella diversità delle opinioni. Il dibattito di stasera, nel rispetto dei ruoli e dei luoghi istituzionali preposti alla decisione, ha fornito spunti che torneranno certamente utili da ora in avanti; ha consentito, nello spirito partecipativo che alimenta la democrazia, di sgombrare il campo da strumentalizzazioni di ogni genere da parte di chi tirava qualcun altro per la giacca o, peggio, sperava di farsi tirare per la propria giacca. Ciascuno ha formulato proposte che toccherà all’Amministrazione condurre a sintesi senza “svilirne” la portata favorendo la formazione da subito della Commissione permanente istituzionalizzata e l’acquisizione di informazioni, necessarie ai lavori della stessa, attraverso il questionario precedentemente presentato. È necessario che in questo contesto possano essere valorizzate le esperienze di volontariato profuse dai genitori al miglioramento delle condizioni strutturali e logistiche delle nostre scuole sperimentando negli atti contabili del Comune, come altre amministrazioni hanno fatto e stanno facendo, il Bilancio Partecipativo. Questo dato apparentemente solo documentale, certifica, invece, il riconoscimento negoziale, dignitoso e paritario delle parti in causa. Genitori e  Amministrazione concordano un reciproco scambio tra servizi offerti volontariamente e opportunità di miglioramento materiale ed organizzativo delle nostre scuole e ne viene quantificato il valore anche in termini di minor spesa: potrebbe essere questa una strada per superare, almeno in parte, i vincoli stringenti del Patto di Stabilità Interno e far fronte alle ridotte risorse disponibili. Possiamo, quindi, affermare che Democrazia, oltre che partecipazione, è anche proposta!

In conclusione, una constatazione ed una esortazione: questa sera abbiamo fatto tutti scuola, quest’aula consiliare ha cambiato veste è diventata come un’aula scolastica con la variante che ciascuno di noi è stato, nello stesso tempo, docente e discente e, quindi, ha insegnato e ha imparato qualcosa ascoltando le parole dell’altro, grazie ad una lingua comune – la nostra musica, per ritornare all’inizio - con i suoi toni alti, bassi, sincopati, allegri ma sempre tesa al miglioramento del bene comune.

Adesso tocca a tutti noi portare nei luoghi di responsabilità ciò che siamo stati capaci di apprendere.

Se vuoi arrivare primo corri da solo; se vuoi arrivare lontano, cammina insieme. Si può leggere questo detto africano sulla parete di un corridoio, guarda caso, di una scuola della nostra città. Con lo stesso spirito abbiamo condiviso la scelta di definire il gruppo di genitori con un nome che vuole essere un invito a tutti: Insieme, per una scuola di qualità.

Buon lavoro.

 

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