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Intervento dell'onorevole Gadda sul referendum svizzero

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Partito Democratico, Coordinamento Provinciale Di Varese 2014-02-14

C'è sempre qualcuno più a Nord di te. La logica leghista del "padroni a casa nostra" è tornata indietro come un boomerang nel referendum che ha detto basta all"immigrazione di massa, come da slogan della destra populista. Il no della Svizzera alla libera circolazione dei cittadini dell'UE e i toni anti italiani che hanno scandito la campagna referendaria in Canton Ticino sono stati alla base di un mio intervento ieri alla Camera dei Deputati nel quale ho ribadito l'importanza dei frontalieri per i territori di confine come la provincia di Varese, Como, Lecco e Verbania Cusio Ossola.


Inoltro il video del mio breve intervento ospitato sul social network YouTube, e il testo dell'intervento che potete leggere anche al collegamento al mio sito.


Onorevoli colleghi,
c'è sempre qualcuno che vive più a Nord di te, un dato di fatto che dovrebbe davvero tenere a mente chi come la Lega Nord ha costruito il suo successo politico sulla chiusura e sull’alzare barriere.
Con il voto di ieri il popolo svizzero ha bocciato l'immigrazione che arriva dai paesi dell’unione che stanno ai confini, come l'Italia, e nel Canton Ticino la vittoria dei referendari è stata la più netta di tutta la Svizzera. La campagna elettorale ha avuto pesanti connotazioni anti italiane, come le disgustose immagini dei nostri lavoratori rappresentati come topi che sono state utilizzate dalla destra populista della Udc/Svp per promuovere le ragioni del sì. L'iniziativa popolare è stata promossa dalla destra elvetica, l'Udc/Svp e dalla Lega dei Ticinesi, partito amico dei leghisti italiani di nome ma che di fatto fa spesso iniziativa politica contro i nostri connazionali.

Il sì al referendum è stato un no ad un processo di integrazione e sviluppo tra la Confederazione Elvetica e l'Unione Europea, rafforzato dai trattati bilaterali che sono stati firmati in questi ultimi anni.
Ho in questa sede il dovere morale di rimarcare come i frontalieri costituiscano una grande ricchezza per la mia provincia, Varese, così come per Sondrio, Como, Verbania Cusio Ossola, e come la cooperazione tra i territori transnazionali dell'Insubria sia la direzione migliore per garantire sviluppo e benessere da entrambi i lati del confine, quindi anche per la Svizzera.

I frontalieri italiani rappresentano un patrimonio di alta professionalità e conoscenza che merita rispetto e che deve essere valorizzato; questo elemento deve essere tenuto in seria considerazione dal governo ora che la pressione del Canton Ticino per rivedere il regime dei ristorni dei frontalieri - sfruttando le trattative tra Italia e Svizzera sulla tassazione dei capitali esportati illecitamente - sarà ancora più forte dopo il voto di ieri. A tutela di questo importante patrimonio della nostra provincia ho recentemente presentato un'interrogazione ai ministri dell'Economia e degli Esteri.

La logica leghista del “padroni a casa nostra” qualche volta può lasciare amarezza e brutte sorprese; domenica nel mirino c’erano i lavoratori italiani in svizzera.

Ecco, approfitto di quanto accaduto per invitare tutti a fare una riflessione più seria sui milioni di stranieri che lavorano regolarmente nel nostro paese, e che danno un contributo importante alla nostra economia e alla nostra società.
La chiusura, onorevoli colleghi, è un boomerang e porta solo svantaggi.

Maria Chiara Gadda

 

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