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Scomparso il socialista Giancarlo D'Agostino

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Giuseppe Nigro 2014-06-23

Con la scomparsa di Giancarlo D'Agostino, nato a Saronno nel 1932, viene meno una figura politica del socialismo varesino che ha avuto un ruolo politico di rilievo. Si era iscritto giovanissimo al PSI. Pochi ricordano che la sua prima esperienza fu nel sindacato, nella GGIL. Partecipò ad uno dei primi corsi di formazione tenuti dalla confederazione sindacale nel dopoguerra, insieme a personalità che avrebbero avuto un storia di primo piano come Luciano Lama per diventare, dopo una breve esperienza in fabbrica, funzionario della Camera del Lavoro di Varese.


Nel secondo dopoguerra, il partito socialista e il sindacato - per un giovane  di estrazione popolare con pochi mezzi, ma di intelligenza vivace e appassionata - rappresentavano il riscatto e la prospettiva per un avvenire migliore.
Nel 1957, a venticinque anni, al congresso PSI di Venezia, lo troviamo schierato con Pietro Nenni. È autonomista, come si definiva la corrente di Nenni, insieme a Cesare Bensi, segretario PSI della Federazione di Varese,  Mariuccia Buffoni (figlia di Francesco, lo storico deputato del PSl varesino) e ad Attilio Spozio, che diventerà più tardi presidente della provincia di Varese. Il 1956 era stato uno spartiacque nella sinistra per via dell'invasione dell'Ungheria da parte dell'URSS. I socialisti marcano la loro distanza dai comunisti e D'Agostino in provincia di Varese rappresenta l'emergere della nuova leva autonomista che nel binomio democrazia e socialismo trova un legame inscindibile, irrinunciabile.
Nel 1959 D'Agostino, come esponente della corrente di Nenni, entra nel direttivo provinciale e Cesare Bensi, assurto a ruoli nazionali, lo propone segretario della Federazione PSI di Varese. Era un riconoscimento al valore e all'entusiasmo del giovane saronnese. Fu eletto con l'astensione dei voti della minoranza. Nel 1960 è eletto per la prima volta nel Consiglio Comunale di Saronno, insieme ad una nutrita rappresentanza (Alfredo Borghi, Alvaro Balzaretti, Giuseppe Dalsillaro, Sante Lapiccirella, Giovanni Banfi e Giuseppe Reina) e inizia una feconda esperienza amministrativa che lo porterà nel 1967 a ricoprire la carica di Assessore alla Pubblica Istruzione e allo Sport.

Nel 1963, al XVI congresso del PSI varesino, la corrente autonomista conquista in provincia il 70% dei voti. È anche una vittoria dell'impegno che D'Agostino profonde nel percorrere tutte le sezioni della provincia. Senza mai stancarsi, senza mai mancare ad un appuntamento con i compagni. D'Agostino è riconfermato segretario provinciale. Nel dibattito congressuale, nonostante la vasta maggioranza, avverte la necessità del superamento delle correnti organizzate. È attento a promuovere una maggiore circolazione delle idee e a favorire la partecipazione della base del partito nella elaborazione delle scelte politiche.

Si va profilando quella caratteristica di uomo politico aperto, libertario, attento al nuovo, seppure in una visione unitaria, autonoma e chiara. Delegato al XXXV congresso nazionale di Roma, dove la corrente autonomista, decide la partecipazione al governo insieme alla Democrazia Cristiana. D'Agostino sarà chiamato in provincia di Varese a interpretare la politica di centrosinistra.
Nel febbraio del 1964, il direttivo provinciale a stragrande maggioranza vota un documento che autorizza la formazione di giunte di centrosinistra nelle località della provincia. Grazie al lavoro instancabile di organizzazione di D'Agostino, il PSI riesce a superare senza eccessive perdite la scissione dello PSIUP. La rottura non fu indolore. Nella maggioranza "autonomista" si produsse una lacerazione che portò alla formazione della corrente di Riccardo Lombardi, leader con cui D'Agostino nutriva profondi legami. I movimenti della società e le "riforme di struttura" diventano il suo credo. Porta questo credo anche nel direttivo provinciale che lo segue nella richiesta  di riaprire il dibattito nel partito a livello nazionale. È un successo effimero. In occasione del XXXVI congresso, D'Agostino, dopo tredici anni di lavoro indefesso per i socialisti varesini, di cui sei come segretario, non viene più rieletto segretario provinciale. Paga con l'estromissione dalla segreteria provinciale la sua fedeltà a Lombardi.

Nel 1976 è candidato al senato nel collegio di Busto Arsizio, senza successo. In attesa che la sinistra tutta evolvesse verso il socialismo democratico, visse il rapporto con la DC, di cui aveva profondo rispetto, in modo sofferto. Negli anni Ottanta lo troviamo fra gli esponenti del PSI che applicano la riforma sanitaria in provincia di Varese, viene eletto vicepresidente della USSLL n. 9. Sono anni in cui soffre per l'evoluzione del PSI, non tanto per la scelta autonomista assunta, ma perché preoccupato per le conseguenti divisioni a sinistra. Ripiega dalla vita politica dedicandosi prevalentemente alla attività sociale nell'associazione dei panificatori varesini. Nel 1986 è di nuovo esponente del consiglio direttivo provinciale del partito. Sono gli anni in cui il PSI vive anche in provincia di Varese una stagione di importanti risultati. D'Agostino rimane estraneo a questa nuova stagione del PSI. Non condivide il clima mutato e la segreteria Craxi. Dopo la crisi del '92,  tenta una nuova prospettiva con i DS per rimanerne deluso. Sono gli ultimi sforzi nella politica attiva.
Giancarlo D'Agostino  ha inseguito e difeso per tutta la vita i valori di libertà e democrazia senza trovare i riconoscimenti che gli sarebbero spettati e negli ultimi anni della sua vita ha portato avanti questi suoi valori dedicandosi a tenere vivi i valori della Resistenza nell'ANPI di Saronno.  Uomo forte, carismatico, ha saputo affrontare con coraggio non solo le prove politiche, ma pure quelle cui la vita lo ha sottoposto. Intellettualmente vivace, insofferente verso i prepotenti. Della lezione di Riccardo Lombardi si portava dietro una ostilità verso la borghesia asservita ai grandi interessi economici. Ha rappresentato un esempio di dedizione alle idee socialiste che per lui erano profonda umanità verso gli altri, generosità verso tutti, amore per libertà, solidarietà per il prossimo e non ultimo una laica religiosità.  La comunità dei socialisti varesini e saronnesi perde con Giancarlo D'Agostino uno dei suoi esponenti migliori.
Beppe Nigro

 

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