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Seta contro cotone: storia del setificio di Cesate

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Grazia Guarnieri 2014-09-25

Via Verdi N° 6, Cesate. Una targa identifica questo complesso come 'Curt dal canatori'. Cosa significa 'canatori' nel dialetto di Cesate? Chi conosce bene il francese magari troverà qualche assonanza con la parola 'canuts' che significa 'lavoratori della seta'. Infatti in questa corte sorgeva una seteria.


‘Canatori’ è più precisamente l’incannatoio: una macchina che ha il compito di avvolgere il filato di seta sui rocchetti.
L’azienda di Cesate era nata nei primi anni del ‘900 per iniziativa di un imprenditore di Missaglia (ora in provincia di Lecco) e dava lavoro a 40 ragazze del posto. La paga era bassa, ma non c’erano alternative.
Poi, nel 1908, la famiglia Poss decise di ampliare la propria rete di cotonifici, facendone costruire uno a Cesate. Si trattava di una grande azienda, che si poteva permettere di dare ai propri operai una paga certo più dignitosa rispetto al piccolo setificio comasco. E così, nel giro di pochi giorni, le operaie del setificio corsero tutte a lavorare per il cotonificio.
 Il setificio chiuse per mancanza di manodopera.
L’edificio in Via Verdi venne più volte trasformato e ristrutturato per riconvertirlo ad uso abitativo. L’arco che segnava l’ingresso è sopravvissuto; una costruzione è abbastanza riconoscibile come capannone aziendale.
Il resto è una tranquilla corte , che conserva nel nome il ricordo di una macchina che un tempo laggiù funzionava, azionata da mani femminili.
 
 
 

 

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