notizia

Sicurezza e pianificazione del territorio

Notizia letta 1388 volte

Giuseppe Campilongo 2014-05-19

Furti, rapine, violenze, atti di vandalismo, rendono insicure le nostre città. Soprattutto i ceti più deboli della popolazione vivono queste situazioni come una lesione della propria libertà. In questo contesto si crede che la presenza delle forze dell'ordine possa essere sufficiente a garantire a tutti i cittadini le condizioni di vivibilità che si aspettano. Occorre invece agire sulle cause sociali ed economiche che determinano comportamenti contrari alla convivenza civile, comportamenti che possono anche essere alimentati da un certo tipo di sviluppo delle nostre città, esiste infatti uno stretto rapporto tra sicurezza e pianificazione del territorio.


Da una parte alcune situazioni come quartieri residenziali privi di servizi e di spazi di incontro e socializzazione possono alimentare situazioni di malessere, dall’altra una certa organizzazione della città può agevolare il controllo del territorio fatto dalle stesse persone che ci vivono.

Il controllo spontaneo dell’ambiente urbano, esercitato dai suoi abitanti, si realizza soltanto in città vitali, nelle quali le strade sono frequentate, nelle quali gli spazi pubblici sono ben curati e ispirano fiducia e senso di appartenenza: una città fatta di luoghi che i cittadini amano, che identificano come propri e che sono, per questo, pronti a proteggere.
La partecipazione ai processi decisionali aumenta il senso di appartenenza che contribuisce a prevenire i comportamenti antisociali come il vandalismo, i disturbi notturni.

Altro aspetto che può contribuire ad aumentare la sicurezza è l’integrazione nello stesso quartiere di ceti sociali diversi. La mancanza di accessibilità può contribuire alla segregazione sociale e può creare zone isolate dal resto della città e dalle sue funzioni di interesse generale, in cui si concentrano problematiche sociali. Mantenere nello stesso quartiere residenze, attività, servizi, serve a rendere più vitale la città in fasce di orario diverse migliorando il controllo sociale. La mono funzionalità crea quartieri con strade e spazi pubblici inutilizzati in alcuni momenti della giornata o in alcuni giorni della settimana, riducendo il controllo spontaneo.

Le barriere fisiche invece richiedono sottopassaggi, cavalcavia o lunghi percorsi alternativi che generalmente creano problemi di sicurezza.
Gli spazi residuali deserti sono aree prive di attrattiva che le persone tendono ad evitare. Portano quindi ad una diminuzione del controllo spontaneo e diventano di solito luoghi che attraggono attività illegali e comportamenti antisociali.

Concludendo si può affermare che una città che si caratterizza per un equilibrato insieme di residenze, attività e servizi, di spazi per incontrarsi e socializzare come piazze o aree verdi, che piace ai propri abitanti ha più possibilità di essere vissuta pienamente e quindi di contrastare fenomeni che invece hanno bisogno di spazi poco frequentati, che i cittadini non sentono propri.

Il PGT di Saronno è coerente con questi criteri.

 

Giuseppe Campilongo
Assessore Pianificazione, Governo del Territorio e Patrimonio

 

Pagina precedente