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Un regolamento di Polizia disumano, basato sulla discrezionalità e sulla discriminazione

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Sinistra Ecologia e Libertà - Saronno 2014-06-10

Quel che temevamo è accaduto, l'ordinanza Gilli e poi Porro sul consumo degli alcolici si è trasformata in un nuovo Regolamento di Polizia Urbana. E in questa mutazione ha assunto sempre più i connotati di un modo di intendere il ruolo amministrativo prima che la questione sicurezza. Sì, perché l'unica logica che emerge verso questa "deriva securitaria", è che non si legifera per stabilire dei principi chiari che rendano i cittadini consapevoli e partecipi prima che trasgressori, né per la soluzione di problemi concreti quanto per rendere i cittadini "sudditi" in un sistema di diritto definito esclusivamente dalla discrezionalità delle Forze dell'Ordine.


Logica che ci da intera la perdita di senso e di valore, etico prima che politico, del percorso di questa amministrazione.
Il Regolamento di Polizia urbana, che credo ormai tutti conosciate, rende perseguibile da oggi il consumo di bevande alcoliche, nelle strade, piazze, giardini o parchi pubblici, al di fuori degli spazi riservati ai pubblici esercizi; gli agenti di polizia locale e delle forze dell’ordine sono chiamati a farla rispettare con il pagamento “in via breve” di una multa; vieta inoltre la possibilità di consumare cibo sulle scale o in prossimità dei principali monumenti e negli stessi giardini di villa Gianetti.
Quindi torna la logica perversa di questa estate: la lattina di birra comprata e bevuta  sui tavolini all’aperto di uno dei bar di piazza Libertà o nei giardini comunali diventa, solo qualche metro più in là,  su una panchina comunale o all’ angolo della stessa piazza, illegale, multabile; ciò che può essere comprato per  40 centesimi a un qualsiasi “Iper” e consumato in compagnia al fresco degli alberi è multabile, ciò che invece viene comprato e consumato  nello spazio “privato” necessariamente ad almeno  3, 4 euro non lo è più...

A questa logica ci siamo opposti per quasi un anno, la riteniamo semplicemente ingiusta, inutilmente discriminatoria. Le giustificazioni addotte, quelle ufficiali non quelle sottese, impresentabili:
“...il consumo di bevande alcoliche in spazi pubblici cittadini in particolare se operato da persone inoperose e nullafacenti... “ genera una situazione di degrado ambientale...”

È indubbio che episodi di degrado, lattine per terra nei giardini, sporcizia ed altro ci siano stati e probabilmente ci saranno, ma perché non sanzionare questi comportamenti, perché non colpire il reato che offende la convivenza e sanzionare invece il consumo di bevande alcoliche o il mangiare per strada ? Perché non utilizzare le norme del regolamento urbano e del codice civile che già esistono e che tutelano la “cosa comune”?
L’aspetto,  questo si degradante per l’idea stessa di amministrazione pubblica, di questo modo di procedere è che una volta fatto il Regolamento lo si applica con la dovuta discrezionalità.  Altra giustificazione portata a sostegno del Regolamento.
Quindi il bambino che mangia il “gelato” sui gradini di piazza libertà non sarà multato, casomai l’extracomunitario che mangia il panino si....  L’impiegato che fa pausa ai giardini di Villa Gianetti con panino e birretta no ma sulle stesse panchine il gruppo di ragazzini che mangia le patatine si ?
Però da questo momento tutti, ugualmente, mamme e bambini con il gelato, ragazzini, operai e impiegati sono potenzialmente multabili. Tutti un po’ meno liberi. Tutti sono in torto, resi sudditi e non cittadini come nel peggiore Stato Borbonico, ricco di cavilli e postille... Tutte applicabili con discrezionalità.
La discrezionalità richiamata, perché non vogliamo pensare che il regolamento sia fatto per desertificare piazza Libertà o per multare i bambini che lì si fermano con il cono gelato, è la cosa peggiore ... Il non detto ipocrita di cui questa amministrazione dovrebbe vergognarsi:

Tutti devono temere.... Ma  non l’avvocato, l’ ingegnere, il dottore che con la stessa lattina di birra in mano, solo più fresca e più costosa, si allontana di quei fatidici metri dal tavolino del bar per ritrovarsi a bere alcolici in una pubblica strada..  Non il bambino con il cono o la pizzetta in mano, ma il marginale, il diverso, l’extracomunitario si...
Del resto questo regolamento è fatto per loro. L’ha capito entusiasta la Lega, senza neanche un attimo di imbarazzo dell’assessore alla sicurezza socialista.  L’importante è che chi deve temere, tema la sanzione.
L’importante è che i nullafacenti inoperosi, disoccupati, giovani precari senza una lira in tasca, marginali o clochard si debbano nascondere  agli occhi della città perbene. Ed ecco la logica spietata di questo Regolamento: ciò che è permesso alla gente “bene” non è permesso agli altri.

Nella vecchia ordinanza che ha preceduto il Regolamento di Polizia Urbana si leggeva: “in particolare inoperosi e nullafacenti”.
È inquietante ma sono le parole che pur cancellate nel regolamento indicano in modo esplicito la sua matrice di “classe”, si sarebbe detto una volta, discriminatoria che sottende questa “sicurezza” così acclamata dalle destre e dall’amministrazione.
A loro si  attribuiscono i problemi di degrado ambientale, non ai costruttori, speculatori, faccendieri, bempensanti che hanno reso e rendono questo città invivibile...  A partire dal centro della città, da Piazza De Gasperi, un non luogo urbano, una terra senza confine nata rispondendo, solo ed esclusivamente, alle necessità della speculazione edilizia, alla valorizzazione dei suoli, gestita dai vari governi democristiani del passato.
Noi continueremo ad opporci a queste logiche e a questo Regolamento ci eravamo illusi di incontrare altre forze di centro sinistra su questa strada.

Ci rattrista e ci stupisce come neanche un consigliere abbia sollevato queste obiezioni. Ci stupisce caro Sindaco come lei, da buon cristiano, non comprenda come anche un banale “regolamento” nasconda alle volte delle scelte “umane” importanti, oltre ad un’idea di città.

Sinistra Ecologia e Libertà -  Saronno

 

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